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Impasto, le differenze

Impasto, le differenze

Non solo grano duro e acqua

Gli ingredienti per fare l’impasto “base” della pasta sono veramente pochi: semola di grano duro, acqua e sale. Tuttavia, oggi sono molte le varianti che si possono applicare a questo impasto “di base”: ad esempio si possono usare farine speciali invece della semola o dei semolati di grano. Un’altra variante è se aggiungere all’impasto le uova oppure no. Vediamo alcune differenze dell’impasto.

Semola di grano duro e di grano tenero

La semola di grano duro è l’ingrediente base per la pasta secca. Si usa questo tipo di farina invece di quella di grano tenero in quanto il grano duro ha un chicco che non si rompe facilmente e pertanto anche la farina è più “tenace”; l’impasto che si ottiene è meno estendibile, ma più adatto per la produzione della pasta, anche perché ne consente una migliore conservazione e una maggiore tenuta in fase di cottura.
A casa la pasta si può fare sia con la farina di grano duro che con quella di grano tenero, alle quali si aggiungeranno le uova o l’acqua al fine di ottenere un impasto più malleabile (dipende anche se si vuole fare una pasta all’uovo oppure no).

Alcune varianti nell’impasto

Oltre agli impasti “normali” a base di farina di grano duro o tenero, acqua e/o uova, si possono ottenere impasti “speciali” dosando in maniera diversa gli ingredienti oppure usando degli ingredienti diversi. Vediamo alcune differenze nell’impasto.

Se si vogliono ottenere delle paste più rustiche, nell’impasto si può adoperare la farina integrale sempre unita ad acqua (e anche alle uova se si desidera). Eventualmente la farina integrale si può miscelare anche con la farina di grano. L’impasto a base di farina integrale non è indicato per la pasta ripiena di piccolo formato (come i tortellini), mentre è ottimo per tortelli e tortelloni.

Una variante per la pasta all’uovo è quella di utilizzare solo i tuorli nell’impasto e non tutto l’uovo. In questo caso la pasta assume un colore più intenso. Questo tipo di pasta è più calorica e nutriente ed è adatta anche per le paste ripiene, in particolare per quelle farcite con il magro.

Le vacanze e la pasta

Le vacanze e la pasta

L’Italia, il Paese delle eccellenze enogastronomiche

Comincia agosto e per molti italiani iniziano anche le ferie estive. Negli ultimi anni è sempre maggiore il numero di turisti, sia italiani che stranieri, che visita il nostro Paese per la sua offerta enogastronomica. In Italia le eccellenze culinarie non mancano di certo: ogni regione ha le sue specialità alle quali abbinare un ottimo vino. Di seguito vi diamo alcuni suggerimenti sui primi piatti da gustare in estate in varie zone della nostra penisola (isole comprese!).

 

Un tour per l’Italia a base di primi piatti

Le vacanze e la pasta: ecco un piccolo tour a base di primi piatti tipici delle nostre regioni.

Partendo dal nord, è impossibile non assaggiare i famosi tajarin o gli agnolotti piemontesi generalmente conditi con sughi a base di carne. In Lombardia si può gustare un buon piatto di casoncelli, in Veneto i bigoli conditi con sughi a base di verdure. Se si soggiorna in Liguria non si possono perdere le trofie con il tipico pesto alla genovese, così come in Emilia-Romagna sono immancabili le lasagne o i tortellini.

In Toscana sono tipici i pici all’aglione, in Umbria gli strangozzi conditi con un semplice sugo di pomodoro. Cappelletti, spaghetti alla chitarra e cavatelli si possono gustare rispettivamente nelle Marche, in Abruzzo e in Molise. Molti sono i primi piatti tipici laziali: spaghetti all’amatriciana, alla gricia, cacio e pepe e l’immancabile carbonara.

Nel sud, in Puglia sono tipiche le orecchiette con le cime di rapa; in Campania si può mangiare la pasta allo scarpariello. In Sicilia ottima è la pasta alla norma, mentre in Sardegna è bene non perdersi un buon piatto di gnocchetti!

 

La pasta fredda

Senza dubbio il binomio “le vacanze e la pasta” per gli italiani si traduce anche con la pasta fredda. È impossibile rinunciare a un bel piatto di pasta durante la stagione estiva (a meno che non si vada all’estero) e con l’arrivo del caldo è bene adeguarsi… mangiandola fredda, appunto! Si possono utilizzare tutti i tipi di pasta (anche quella integrale, di kamut, di riso, di mais…) e la si può condire come più ci piace: con le verdure, il pesce, il formaggio. La pasta fredda è un ottimo piatto unico che ci allieta le calde giornate di agosto ed è anche molto “pratica”: infatti la si può portare con sé se si decide di passare una giornata in spiaggia o per un bel pic nic in montagna… basta procurarsi una borsa frigo!

Il mondo e il consumo di pasta

Il mondo e il consumo di pasta

Consumo, produzione e diffusione della pasta nel mondo

Secondo i dati del World Pasta Day del 2017 l’Italia è sempre la prima nazione al mondo per consumo di pasta. Dopo vengono la Tunisia, il Venezuela e la Grecia. L’Italia è anche la prima produttrice mondiale di questo alimento, seguita dagli Stati Uniti e dal Brasile.

La pasta è quindi diffusa ovunque. Ritrovamenti e studi sulle origini delle paste alimentari dimostrano che ricette a base di semola e acqua si sono sviluppate indipendentemente e parallelamente in luoghi diversi della Terra. Tuttavia, i paesi in cui le paste alimentari sono ancora lavorate seguendo tradizioni secolari e tecniche antiche sono principalmente la Cina e l’Italia, anche se questo alimento è diffuso in tutte le cucine orientali e anche in quella araba.

Il mondo e il consumo di pasta: la Cina

La cucina cinese fa un largo uso della pasta. Ci sono paste fatte con la farina di grano (mian) e paste prodotte con la farina di riso (fen). Un formato tipico sono gli spaghetti (che possono essere considerati un piatto essenziale della cucina cinese), non mancano tuttavia le fettuccine o i ravioli, questi ultimi generalmente cotti al vapore. I cinesi cucinano spesso la pasta nelle zuppe, con sole verdure oppure di manzo o di pesce; gli spaghetti, soprattutto quelli all’uovo, vengono però serviti anche in piatti asciutti conditi con spezie e verdure.

Il resto del mondo

Il mondo e il consumo di pasta: il Giappone è un altro paese in cui si mangia molta pasta. In particolare, sono tre i tipi di pasta giapponese più diffusi: i ramen, la soba e gli udon. I primi sono delle tagliatelle (di origine cinese) servite in un brodo di carne o pesce. La seconda è una pasta di grano saraceno simile agli spaghetti. Gli udon sono prodotti con la farina di grano duro e sono anch’essi mangiati in brodo.

Per quanto riguarda il mondo arabo, esistono documenti che attestano la produzione di una pasta chiamata itryya, fatta con farina di frumento e acqua. Ancora oggi nel Maghreb sono diffuse paste simili a tagliatelle o pasta corta, spesso cotte in brodo o usate nelle zuppe.

Il caldo e come affrontarlo mangiando pasta fredda

Il caldo e come affrontarlo mangiando pasta fredda

Finalmente è arrivata l’estate! È più facile trascorrere i fine settimana al mare o fare un pic nic all’aperto, oltre ovviamente a godere delle tanto desiderate vacanze! E cosa c’è di meglio se non un bel piatto di pasta fredda da mangiare all’aperto, magari in compagnia? Ecco qualche consiglio sul caldo e come affrontarlo mangiando pasta fredda.

Proprietà della pasta fredda

In estate, con il caldo, si tende a consumare maggiormente cibi freddi. Perciò si preparano più frequentemente insalate di riso, di orzo, di farro e di pasta condite nei modi più svariati. Questi piatti, oltre ad essere più appetibili, hanno anche un grande beneficio. Infatti la pasta contiene dei composti amido-resistenti: si tratta di carboidrati simili alla fibra solubile, che nutrono la flora batterica invece di essere digeriti dal nostro organismo. La cottura e il successivo raffreddamento della pasta fanno sì che la concentrazione dei composti amido-resistenti aumenti, favorendo a lungo andare la perdita di peso: infatti, gli alimenti ricchi di fibre aumentano il senso di sazietà e riducono l’appetito, diminuendo così l’apporto di calorie giornaliero.

Pasta fredda per tutti i gusti

È arrivato il caldo… e come affrontarlo mangiando pasta fredda? Un modo sano (e classico!) per fronteggiare la calura è preparare la pasta fredda con pomodoro fresco, olive, parmigiano o mozzarella, basilico e olio. Ma le varianti sono tantissime.

Oltre ai pomodori si possono utilizzare altre verdure come zucchine, peperoni, melanzane, crude oppure grigliate o cotte in forno; si possono adoperare legumi come i piselli o i ceci. Le paste più adeguate per una buona insalata di pasta sono quelle corte e piccole, come penne o paccheri

 

 

Le macchine gluten free

Gluten free

Che cos’è la celiachia?

La celiachia è una malattia che colpisce un numero sempre maggiore di italiani. Si tratta di un’infiammazione cronica dell’intestino tenue scatenata dall’ingestione del glutine, un complesso proteico presente in alcuni cereali. Per una popolazione come quella italiana, il cui piatto simbolo è la pasta e che ne consuma ogni anno circa 27 kg pro capite, essere celiaci non deve essere facile (senza contare altri alimenti come il pane o la pizza!). Tuttavia, il rimedio c’è: basta utilizzare farine che non contengono glutine per realizzare la pasta e lavorarle con delle macchine gluten free.

Quali differenze ci sono tra le farine “tradizionali” e quelle senza glutine?

Per realizzare la pasta senza glutine occorrono ovviamente delle farine adatte. Le farine aglutiniche o miscele di esse devono subire un processo di gelatinizzazione dell’amido presente al loro interno al fine di rendere l’impasto più elastico, per migliorarne la resa in cottura e la digeribilità e per evitare che la pasta risulti collosa. Maggiore è il grado di gelatinizzazione, migliore sarà la qualità della pasta prodotta. Inoltre, anche la fase di impastamento è più lunga rispetto a quella della pasta normale, in quanto queste farine sono più difficili da lavorare.

Per la pasta senza glutine occorrono macchinari specifici

I produttori di pasta senza glutine possono acquistare farine già pregelatinizzate oppure trasformare le farine “crude” tramite il processo di gelatinizzazione.
Se si opta per la prima soluzione occorre dotarsi di macchine gluten free che, con tecnologie moderne e innovative, permettono la lavorazione di queste materie prime particolari e con le quali si può produrre sia pasta secca che fresca senza glutine.
Se si decide per la seconda alternativa, occorre valutare un investimento più importante e attrezzarsi con macchine gluten free dotate anche di un sistema di pregelatinizzazione delle farine aglutiniche.

L’Italia e la pasta

l'Italia e la pasta

La pasta nella cultura italiana

L’Italia e la pasta: un binomio indivisibile. Per gli italiani la pasta non è soltanto un alimento, ma un elemento della propria cultura (non soltanto gastronomica), quasi della propria essenza. La pasta è un emblema, un simbolo dell’Italia all’estero. Infatti, le atmosfere che si creano intorno a un piatto di pasta sono uniche e sono entrate nell’immaginario collettivo di tutto il mondo. Si pensi, ad esempio, al contributo che l’emigrazione italiana ha dato alla diffusione di questo piatto: sono stati proprio i nostri connazionali a introdurre la pasta nelle cucine di America, Germania, Australia e di molti altri paesi.

Non solo in cucina

La pasta ha “contaminato” anche la letteratura italiana. Già nel Trecento Boccaccio ne parlava in una novella del Decameron, dove rappresenta un simbolo di abbondanza alimentare. Nel Cinquecento addirittura un intero genere letterario – quello della poesia maccheronica, caratterizzata da un linguaggio misto tra latino e volgare – è chiamato così perché la pasta – i “maccheroni” – era un alimento tipico della popolazione più povera e ignorante. Nel primo Ottocento Giacomo Leopardi usa la pasta per attaccare i napoletani nel componimento I nuovi credenti.
L’Italia e la pasta sono associate anche in numerosi film, come Miseria e nobiltà con Totò oppure… chi non ricorda Alberto Sordi che mangia un enorme piatto di spaghetti in una celeberrima scena di Un americano a Roma?

Ad ogni regione il suo formato

La pasta si è diffusa nella penisola italiana fin dall’antichità. Ogni regione ha un formato che la rappresenta, spesso accompagnato da un condimento tipico che si abbina bene con quel tipo di pasta. Ne proponiamo una veloce carrellata.

  • Nel Nord Italia gli chnolle, gnocchetti di farina di mais da gustare in brodo, sono tipici della Valle d’Aosta. In Piemonte si mangiano gli agnolotti, una pasta ripiena con brasato di manzo, e i tajarin, simili ai tagliolini. In Lombardia si trovano i pizzoccheri, fatti con farina di grano saraceno. I bigoli sono dei grossi spaghetti tipici della cucina veneta, che vengono conditi con ragù di anatra. In Trentino-Alto Adige si possono gustare i canederli e in Friuli-Venezia Giulia i blecs (un formato di pasta simile ai maltagliati). Le trofie accompagnate dal pesto sono uno dei piatti più famosi della cucina ligure. Infine, spicca l’Emilia Romagna con le lasagne, le tagliatelle e i tortellini (quest’ultimi in brodo o conditi con il classico ragù).
  • Nel Centro Italia si può gustare un buon piatto di pici in Toscana, mentre non si può visitare il Lazio senza aver assaggiato i bucatini all’amatriciana. I cappelletti sono il formato tipico della cucina marchigiana, le ciriole (pasta lunga a sezione quadrata) di quella umbra, mentre gli spaghetti alla chitarra, che prendono il nome dallo strumento con cui si realizzano, sono tipici dell’Abruzzo.
  • Nel Meridione i paccheri sono uno dei formati tipici della Campania. Originari del Molise sono i cavatelli conditi con carne di maiale o broccoli; in Puglia troviamo le famose orecchiette, mentre le lucane bucce di mandorla prendono il nome dalla loro forma, simile al guscio di una mandorla. In Calabria si può gustare la fileja.
  • Per quanto riguarda le isole: in Sicilia si mangiano gli anelli conditi con ragù di carne; in Sardegna gli gnocchetti.

Aprire laboratorio pasta fresca

Aprire laboratorio pasta fresca

Aprire un negozio di pasta fresca: tutti gli aspetti da considerare

La qualità paga sempre e aprire un laboratorio di pasta fresca in tempi in cui molti esercizi hanno dato forfait, si rivela un business vincente. E’ indispensabile, però, che il prodotto sia eccellente, che le macchine siano professionali e che il pastaio sia animato da una vera passione.

Formazione e passione

La pasta fresca non solo piace ma è anche un alimento legato alla tradizione che gratifica e fa bene alla salute. Se poi è lavorata da mani sapienti, diventa un piatto da cui strizzano l’occhio pappardelle, tagliatelle, tortellini e ravioli in grado di rendere felice i più golosi. Chi pensa di aprire un laboratorio di pasta fresca deve attrezzarlo con macchinari professionali che aiutano nella produzione artigianale e che, uniti ad una grande professionalità (quella che ci contraddistingue), permettono di soddisfare i clienti più esigenti. Immancabile anche una formazione specifica:  il primo passo per coloro i quali desiderano imparare questa arte è perfezionandosi nelle varie possibilità dei ripieni, nelle differenti preparazioni di paste. La mia esperienza insegna due scelte praticabili: quella dell’unicità, produrre pasta con colori, forme partiolari ha dato un valore aggiunto a quello che ha prodotto, riuscendo dove altri hanno fallito. La seconda scelta è quella di “seguire la strada già battuta” con questa scelta si hanno margini minori ma la certezza che il prodotto sia appetibile sul mercato.

Il laboratorio e le macchine

Un aspetto importante è la ricerca del laboratorio che dovrà avere una localizzazione strategica per evitare la concorrenza della grande distribuzione. La collocazione geografica non è, però, l’unico aspetto da valutare quando si vuole aprire un laboratorio di pasta fresca: le dimensioni dei locali, infatti, dovranno consentire la presenza del laboratorio vero e proprio e del negozio in cui verrà effettuata la vendita. Senza dimenticare le attrezzature tra cui la pressa impastatrice, le macchine per ravioli, gnocchi e cappelletti, il frigorifero e l’abbattitore che dovranno essere conformi a quanto richiesto dalla normativa. Cos’altro suggerire a chi vuole aprire un laboratorio di pasta fresca? Nel negozio dovrà esserci un banco refrigerato che manterrà inalterate le caratteristiche dei prodotti e, in un mix di tecnologia e stile, sarà il biglietto da visita del pastificio.

Il consiglio di Pasquale

In questa rubrica sento il dovere morale di aiutare tutte le persone che si affacciano o sono già nel mondo della pasta nel modo più opportuno, dandole i migliori consigli e la migliore esperienza frutto di oltre 30 di lavoro nei laboratori di pasta di tutt’Italia.

Abbiamo aperto (e purtroppo visto chiudere) più pastifici e laboratori di pasta più di chiunque altro nel sud italia, la nostra esperienza e competenza sarà messa a vostra disposizione per la gestione e l’apertura della vostra attività. Non sbaglieremo vi consiglieremo nel modo più opportuno facendo attenzione alla posizione del negozio, decifreremo il target di cliente ideale, e come (se ci sono) i vostri competitors si muovono sul mercato.

Il link

Aprire un negozio di pasta fresca è un gioco da ragazzi, il problema sorge nel momento in cui non avete idea di cosa fare nei momenti critici.  Non vi lasceremo mai soli, dandovi sempre un puntuale servizio di assistenza e aiuto sotto il punto di vista umano più che professionale.

http://www.cocozzabari.com/macchine-pasta/