Archivio Mensile luglio 2018

Il trabatto, perché utilizzarlo

Il trabatto, perché utilizzarlo

Alla continua ricerca di una pasta simile a quella artigianale

Quando si produce industrialmente la pasta fresca si cerca sempre di ottenere un prodotto con proprietà organolettiche simili a quello artigianale, oltre a rispettare la tradizione che sta dietro alla sua lavorazione, anche se essa viene automatizzata. Allo stesso tempo è importante che il prodotto si possa conservare nel migliore dei modi per periodi di tempo più o meno lunghi, ricorrendo all’essiccazione, tipica della pasta secca. A tal proposito ci sono dei macchinari che vanno incontro alle esigenze dei produttori di pasta: i trabatti e i preincartatori.

I trabatti

Il trabatto: perché utilizzarlo? Questo macchinario serve per separare e asciugare superficialmente la pasta fresca, consentendo allo stesso tempo di conservarne la forma originale. Il movimento sussultorio, la ventilazione e il riscaldamento del trabatto asciugano i singoli pezzi con la stessa intensità e grado di umidità, in modo da facilitare il confezionamento della pasta e prolungandone la conservazione.

I nostri trabatti, disponibili in vari modelli, hanno una struttura in acciaio inox montata su piedini regolabili per il livellamento della macchina; i pannelli laterali sono coibentati. Sono composti da sette piani vibranti con rete di spessore robusto per reggere alle numerose sollecitazioni ed estraibili singolarmente. Sotto i piani si trova un gruppo di elettroventilatori elicoidali che garantisce la ventilazione e la circolazione forzata dell’aria. Grazie a un quadro generale di comando con display si possono regolare la temperatura e l’umidità.

I preincartatori

Il trabatto: perché utilizzarlo per le paste tipiche regionali? In realtà per questa tipologia di pasta si utilizzano i preincartatori, che assolvono la stessa funzione dei trabatti (che generalmente sono usati per qualsiasi tipo di pasta). Anche i preincartatori sono macchinari che asciugano la superficie della pasta, separano il prodotto mantenendone la forma originale e ne facilitano il confezionamento. Sono adatti soprattutto per piccoli negozi e la vendita diretta al pubblico. I nostri preincartatori prevedono tre passaggi. La struttura e i pannelli sono interamente in acciaio inox; sono completi di ventilatori, resistenze elettriche al quarzo, quadro elettrico e di comando.

Il mondo e il consumo di pasta

Il mondo e il consumo di pasta

Consumo, produzione e diffusione della pasta nel mondo

Secondo i dati del World Pasta Day del 2017 l’Italia è sempre la prima nazione al mondo per consumo di pasta. Dopo vengono la Tunisia, il Venezuela e la Grecia. L’Italia è anche la prima produttrice mondiale di questo alimento, seguita dagli Stati Uniti e dal Brasile.

La pasta è quindi diffusa ovunque. Ritrovamenti e studi sulle origini delle paste alimentari dimostrano che ricette a base di semola e acqua si sono sviluppate indipendentemente e parallelamente in luoghi diversi della Terra. Tuttavia, i paesi in cui le paste alimentari sono ancora lavorate seguendo tradizioni secolari e tecniche antiche sono principalmente la Cina e l’Italia, anche se questo alimento è diffuso in tutte le cucine orientali e anche in quella araba.

Il mondo e il consumo di pasta: la Cina

La cucina cinese fa un largo uso della pasta. Ci sono paste fatte con la farina di grano (mian) e paste prodotte con la farina di riso (fen). Un formato tipico sono gli spaghetti (che possono essere considerati un piatto essenziale della cucina cinese), non mancano tuttavia le fettuccine o i ravioli, questi ultimi generalmente cotti al vapore. I cinesi cucinano spesso la pasta nelle zuppe, con sole verdure oppure di manzo o di pesce; gli spaghetti, soprattutto quelli all’uovo, vengono però serviti anche in piatti asciutti conditi con spezie e verdure.

Il resto del mondo

Il mondo e il consumo di pasta: il Giappone è un altro paese in cui si mangia molta pasta. In particolare, sono tre i tipi di pasta giapponese più diffusi: i ramen, la soba e gli udon. I primi sono delle tagliatelle (di origine cinese) servite in un brodo di carne o pesce. La seconda è una pasta di grano saraceno simile agli spaghetti. Gli udon sono prodotti con la farina di grano duro e sono anch’essi mangiati in brodo.

Per quanto riguarda il mondo arabo, esistono documenti che attestano la produzione di una pasta chiamata itryya, fatta con farina di frumento e acqua. Ancora oggi nel Maghreb sono diffuse paste simili a tagliatelle o pasta corta, spesso cotte in brodo o usate nelle zuppe.

Il caldo e come affrontarlo mangiando pasta fredda

Il caldo e come affrontarlo mangiando pasta fredda

Finalmente è arrivata l’estate! È più facile trascorrere i fine settimana al mare o fare un pic nic all’aperto, oltre ovviamente a godere delle tanto desiderate vacanze! E cosa c’è di meglio se non un bel piatto di pasta fredda da mangiare all’aperto, magari in compagnia? Ecco qualche consiglio sul caldo e come affrontarlo mangiando pasta fredda.

Proprietà della pasta fredda

In estate, con il caldo, si tende a consumare maggiormente cibi freddi. Perciò si preparano più frequentemente insalate di riso, di orzo, di farro e di pasta condite nei modi più svariati. Questi piatti, oltre ad essere più appetibili, hanno anche un grande beneficio. Infatti la pasta contiene dei composti amido-resistenti: si tratta di carboidrati simili alla fibra solubile, che nutrono la flora batterica invece di essere digeriti dal nostro organismo. La cottura e il successivo raffreddamento della pasta fanno sì che la concentrazione dei composti amido-resistenti aumenti, favorendo a lungo andare la perdita di peso: infatti, gli alimenti ricchi di fibre aumentano il senso di sazietà e riducono l’appetito, diminuendo così l’apporto di calorie giornaliero.

Pasta fredda per tutti i gusti

È arrivato il caldo… e come affrontarlo mangiando pasta fredda? Un modo sano (e classico!) per fronteggiare la calura è preparare la pasta fredda con pomodoro fresco, olive, parmigiano o mozzarella, basilico e olio. Ma le varianti sono tantissime.

Oltre ai pomodori si possono utilizzare altre verdure come zucchine, peperoni, melanzane, crude oppure grigliate o cotte in forno; si possono adoperare legumi come i piselli o i ceci. Le paste più adeguate per una buona insalata di pasta sono quelle corte e piccole, come penne o paccheri

 

 

Impastatrici per pasta

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Gli ingredienti per un ottimo impasto

Per produrre l’alimento simbolo della cucina italiana occorrono due ingredienti: la semola (o il semolato), l’acqua. La semola si ottiene dalla macinazione del grano duro; il semolato invece si ricava dalla macinazione e dall’abburattamento del grano duro ripulito dalle impurità, dopo l’estrazione della semola. L’acqua dovrebbe essere poco dura e tiepida; essa serve a formare l’impasto idratando l’amido e creando così il glutine. In un pastificio non possono mancare delle impastatrici per pasta che consentono l’automatizzazione della fase dell’impasto.

Le impastatrici sfarinatrici

La nostra azienda vi propone impastatrici per pasta adatte a ogni esigenza. Le impastatrici sono macchinari motorizzati costruiti con un basamento in acciaio inox su cui è montata una vasca impastatrice dotata di un albero completo albero sfarinatore. In base ai modelli la vasca ha una capacità che va da 25 Kg fino a 110 Kg di impasto finito; inoltre si può ribaltare di 45 gradi sul suo basamento. La vasca è fornita di una griglia di chiusura e apertura con diversi dispositivi di blocco (elettrico) per la tutela dell’operatore. Tutte le parti a contatto con l’impasto sono in acciaio inox. Ai lati della macchina ci sono dei comandi per la gestione dell’impastatrice.

I gruppi combinati

Il punto di forza di questi macchinari è che in un’unica macchina dalle dimensioni ridotte sono riunite varie funzioni che permettono un’alta produttività. Tutti i modelli combinati hanno una vasca impastatrice con albero smontabile (per facilitarne la pulizia) per la preparazione di impasti sfarinati.