Archivio Mensile ottobre 2018

L’impastatrice 10 kg usata

Impastatrice 10 kg usata

Scegliere un usato di qualità

Se si decide di aprire un laboratorio di pasta oppure se lo si possiede già ma occorre sostituire un macchinario è bene prendere in considerazione anche il mercato dell’usato. I macchinari che servono per il proprio esercizio, infatti, sono spesso molto costosi e se i soldi da investire sono limitati si trovano in commercio ottime macchine usate perfettamente funzionanti. L’importante è rivolgersi per l’acquisto a ditte specializzate del settore, come Cocozza, che possano garantire l’effettiva validità del macchinario e anche la sua assistenza. Vediamo oggi l’impastatrice 10 kg usata.

L’impasto è essenziale per la produzione della pasta

Abbiamo detto più volte quanto sia importante l’impasto per ottenere una pasta industriale buona e di qualità come quella fatta a mano. Sia che si produca pasta “normale” oppure pasta con farine speciali (di kamut, di farro, con farine ricavate dai legumi, di riso, di mais ecc.), sia che si sia specializzati in pasta ripiena o in pasta tipica regionale, l’impasto è la base per fare la pasta e poterne preparare grosse quantità in poco tempo è fondamentale soprattutto in periodi di grande richiesta come durante le festività, quando la produzione aumenta molto. In questo senso l’impastatrice 10 kg usata è un valido aiuto.

Un acquisto sicuro

L’impastatrice 10 kg usata è una macchina motorizzata con vasca ribaltabile in acciaio al cui interno gira un albero con pale (tutto in acciaio). La vasca si apre e si chiude grazie a dei dispositivi di blocco, sia elettrici che meccanici. Tutte le parti a contatto con l’impasto sono in acciaio e sono smontabili per facilitare la pulizia del macchinario. Inoltre, l’impastatrice è dotata di sistemi di sicurezza per garantire l’incolumità degli operatori. L’impastatrice 10 kg usata è stata completamente revisionata dai tecnici altamente qualificati di Cocozza ed è quindi un acquisto sicuro e garantito.

 

L’anno nuovo e i nuovi tipi di pasta

Pasta

Tradizione e innovazione

La pasta è uno degli alimenti più importanti nella dieta degli italiani. Nonostante sia un prodotto tradizionale, la pasta continua ad essere al centro della spesa degli abitanti del nostro Paese grazie alla sua capacità di interpretare tendenze, cambiamenti negli stili di vita e di affrontare le nuove frontiere del gusto. Ogni anno i pastai italiani investono circa 500 milioni di euro in ricerca, sviluppo e innovazione con lo scopo di migliorare la qualità e il gusto della pasta e rispondere alle alte aspettative dei consumatori, che chiedono nuovi ingredienti e nuovi tipi di pasta. Che cosa ci riserverà il 2019 sotto questo aspetto?

“Nuove” farine

L’anno nuovo e i nuovi tipi di pasta può significare realizzare una maggiore quantità di prodotto utilizzando farine alternative rispetto a quella di grano duro. Infatti, secondo alcune recenti indagini, gli italiani – soprattutto i più giovani – sono sempre più interessati alla pasta prodotta con farine proteiche, ad esempio quelle a base di legumi, che non sono più una semplice aggiunta, ma diventano protagonisti dell’impasto conferendo alla pasta un gusto e anche valori nutrizionali diversi. Inoltre cresce la richiesta di pasta integrale, dovuta forse alle esigenze salutiste di integrare fibre nella propria dieta. Infine, le paste tradizionali con l’impasto arricchito con le verdure (tipo carote, spinaci o zucca) prendono sempre più campo.

Nuovi formati

L’anno nuovo e i nuovi tipi di pasta si può declinare anche con l’innovazione nella progettazione dei formati. Essi sono legati al territorio, alla cultura, alle tecniche di produzione e soprattutto alla fantasia dei pastai. I formati sono importanti perché determinano una diversa consistenza e una diversa cottura della pasta. Tuttavia, la tecnologia e – come sempre – l’ingegno degli operatori del settore permettono di dare nuove forme alla pasta (lunga, corta, rigata, liscia, sottile…) senza che essa perda il suo gusto.

 

 

 

Macchine automatiche: Multipla

Macchine automatiche Multipla

Una macchina adatta a spazi ridotti

Quando si apre un pastificio o un laboratorio di pasta artigianale, a volte ci si deve confrontare con un problema non di poco conto, ovvero lo spazio dove sistemare tutti i macchinari che ci occorrono. Cocozza propone vari macchinari che vanno incontro all’ottimizzazione dello spazio a disposizione. Le macchine automatiche Multipla ne sono un esempio. La loro struttura compatta permette infatti di posizionarle in ambienti dalle dimensioni ridotte, senza perdere la capacità di produrre qualsiasi tipo e formato di pasta e strizzando l’occhio anche al prezzo!

Quali formati di pasta si producono con Multipla?

Come abbiamo già accennato, nonostante la loro dimensione ridotta, con le macchine automatiche Multipla si possono realizzare diversi tipi di pasta ripiena e non. In particolare si possono ricavare:

  • pasta lunga e corta: cambiando la trafila si possono estrudere spaghetti, tagliatelle, maccheroni, fusilli e tanti altri formati di pasta;
  • sfoglia per le lasagne;
  • ravioli di varie forme, grazie agli stampi interscambiabili e alle bobine di sfoglia (che vengono create con l’avvolgisfoglia automatico);
  • gnocchi e chicche: l’apposito accessorio si inserisce nel gruppo ravioli.

La progettazione di questo macchinario, caratterizzata da soluzioni innovative, e la cura nella sua costruzione garantiscono facilità d’uso, sicurezza e una lunga durata nel tempo.

Dettagli tecnici

Le macchine automatiche Multipla sono dotate di una vasca impastatrice della capacità di 4 kg. Producono una sfoglia per la pasta ripiena della larghezza di 100 mm e si possono realizzare fino a 15 kg di ravioli all’ora. Per quanto riguarda invece gli gnocchi, se ne possono ricavare fino a 20 kg all’ora, mentre tramite l’estrusione si arriva ad avere fino a 18 kg di pasta all’ora. Il motore dell’estrusore ha una potenza di 0,75 cv, quello della raviolatrice di 0,25 cv.

Le macchine automatiche Multipla sono disponibili anche senza il gruppo raviolatrice, quindi solo per l’estrusione.

Il Natale e le paste tipiche

Paste per Natale

La festa delle tradizioni

Il Natale è una delle feste in cui maggiormente si seguono le tradizioni, spesso anche molto antiche e tramandate di generazione in generazione. La cucina è un ottimo esempio di come le usanze riescono a sopravvivere nel tempo, anche grazie al fatto che la gastronomia è una componente fondamentale della nostra cultura. In Italia piatti e tradizioni variano da regione a regione: ad esempio nel Nord si tende a festeggiare con il pranzo del 25 dicembre, al Sud con il cenone della Vigilia (generalmente a base di pesce). Di seguito vi diamo una panoramica del Natale e le paste tipiche.

Nel Centronord

Ciò che accomuna i primi piatti del Nord e del Centro Italia sono le paste ripiene e le paste in brodo. In Piemonte ad esempio non possono mancare gli agnolotti del plin, quadrati di pasta ripiena conditi con un sugo di carne e verdure. A Mantova si mangiano i tortelli di zucca, che vengono preparati il giorno della Vigilia, a Bergamo i casoncelli in brodo. Sempre in brodo sono cucinati i tortellini o i passatelli tipici dell’Emilia Romagna e i cappelletti nelle Marche. In questa regione sono diffusi anche i maccheroncini di Campofilone.

Nel Centrosud

Terminiamo la nostra panoramica sul Natale e le paste tipiche con alcuni piatti caratteristici del Meridione e delle isole. Pure qui la tradizione di molte regioni prevede la preparazione di paste cotte nel brodo di cappone o comunque minestre, spesso a base di pesce, oppure di primi piatti asciutti, conditi sempre con sughi o salse a base di pesce (come la pasta con le sarde in Sicilia o gli spaghetti con mollica di pane e alici in Calabria). In Sardegna sono immancabili i mallareddus, gnocchetti di semola con sugo di salsiccia, e i culargiones, ravioli ripieni con sugo di pomodoro.

 

Presse monovasca

Pressa monovasca

Una macchina da tenere bene in vista

In un laboratorio artigianale, ma anche in alberghi, mense, panifici o gastronomie è bene avere una pressa per creare velocemente diversi formati di pasta fresca. In commercio esistono due modelli di presse: le presse monovasca e le presse a doppia vasca. Le presse monovasca di Cocozza, grazie alla loro linea gradevole possono essere posizionate e usate anche al banco, di fronte ai clienti.

Come funzionano questi macchinari?

Le presse monovasca hanno un vano dove si realizza l’impasto; esso passa poi nella pressa che lo spinge verso le trafile intercambiabili in dotazione e verso i coltelli con regolazione elettronica che consentono di produrre pasta corta tipo fusilli, penne, gnocchetti o maccheroni, pasta lunga o la sfoglia per le lasagne; una ventola asciuga la pasta in superficie. Infine la pasta viene riposta in un carrello in acciaio dotato di due ripiani.

Caratteristiche tecniche

Le presse monovasca di Cocozza hanno una meccanica semplice e un quadro elettrico di comando realizzato seguendo le tecnologie più avanzate: ciò permette un uso semplice e pratico della macchina. Il macchinario è realizzato in acciaio inox (in particolare la vasca impastatrice, la coclea e il braccio mescolatore): l’uso di questo materiale ne facilita la pulizia, ulteriormente agevolata dall’assenza di fessure in cui potrebbero formarsi dei residui di pasta. Il manicotto di estrusione è dotato di un sistema di raffreddamento ad acqua a circuito aperto, che consente la dissipazione del calore generato dalla pressione. Aspetto importante è quello della sicurezza: le presse sono dotate di protezioni a norma di legge per garantire l’incolumità degli operatori.

Sono disponibili due modelli di presse monovasca che differiscono per le dimensioni e, di conseguenza, per la quantità di pasta prodotta.

  • Il modello P17, più piccolo, ha una vasca impastatrice della capacità di 7 kg, una trafila di 94 mm di diametro e consente una produzione di 30 kg di pasta all’ora.
  • Il modello P35 ha dimensioni maggiori, la vasca impastatrice contiene fino a 10 kg di impasto e può produrre 55 kg di pasta all’ora; la trafila ha un diametro di 109 mm.