L’essiccatoio elettrico

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Perchè essiccare?

L’essiccazione è una delle fasi più delicate e complesse del ciclo produttivo della pasta. Serve ad abbassare il livello di umidità presente nel prodotto e portarlo a livelli ottimali (12,5%). Questa fase è decisiva per determinare la qualità della pasta: è fondamentale, infatti, che il valore di umidità sia uniforme all’interno del prodotto e costante nel tempo per evitare difetti. La durata dell’essiccazione varia in base al tipo di pasta. Per ottenere un’ottima essiccazione è importante avere un essiccatoio elettrico che consenta di monitorare costantemente l’umidità e il simultaneo trasferimento di calore.

Vari tipi di essiccazione

L’essiccazione della pasta può avvenire:

  • a bassa temperatura (50-55 °C);
  • ad alta temperatura (75 °C);
  • ad altissima temperatura (80-120 °C).

L’essiccazione a bassa temperatura ha dei tempi di produzione più lunghi rispetto a quella effettuata con temperature più elevate e mantiene inalterate le proprietà organolettiche del prodotto. Grazie all’essiccatoio elettrico si può regolare e decidere quale processo di essiccazione è più idoneo al formato di pasta che si sta producendo.

Gli armadi essiccatoi statici

Frutto di un continuo studio e della ricerca tecnologica, i nostri essiccatoi elettrici automatizzano le fasi dell’essiccazione che da sempre hanno richiesto l’esperienza dell’uomo. Ogni armadio essiccatoio è studiato per avere un’alta tenuta termica ed è equipaggiato con un numero variabile di telai (da 25 a 100, a seconda del modello). È dotato di una strumentazione digitale per gestire ogni fase dell’essiccazione. Si possono controllare la temperatura e l’umidità e regolare questi parametri grazie a estrattori che effettuano correzioni all’interno del macchinario se l’umidità supera i valori impostati, oppure ottimizzare i flussi d’aria in base al tipo di pasta. La gestione computerizzata permette, inoltre, di memorizzare specifici programmi di essiccazione per i vari formati di pasta, garantendo così la massima produttività e standardizzazione del processo produttivo. Abbiamo essiccatoi per ogni esigenza, adatti per l’essiccazione di quantità diverse di prodotto fresco (fino a 800 kg).

Macchine per la ristorazione

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I strumenti del mestiere

Le attrezzature per fare la pasta non si usano solo nei pastifici. Si trovano anche nei ristoranti, nelle gastronomie, nei panifici… Proponiamo due tipi di macchine per la ristorazione: le macchine automatiche Multipla e quelle per ristoranti Modula, entrambe adatte per chi vuole produrre vari formati di pasta in spazi limitati e con un investimento contenuto.

La macchina automatica Multipla

Questo macchinario per la ristorazione possiede una vasca impastatrice della capacità di 4 kg e, grazie ai molti accessori, si possono produrre paste lunghe, corte e la sfoglia per le lasagne: utilizzando le trafile si ottengono spaghetti, tagliatelle, maccheroni, fusilli e moltissimi altri formati. Con l’apposito strumento e l’avvolgisfoglia automatico, Multipla si fanno ravioli in modo semplice e veloce. Infine, questa macchina possiede anche un dispositivo per produrre gnocchi e chicche di patate.

Multipla è una macchina per la ristorazione facile da utilizzare e da pulire, sicura e progettata per durare nel tempo. È disponibile anche una versione più semplice, senza il gruppo raviolatrice, che si chiama Estra.

La macchina automatica per ristoranti Modula

Questa macchina per la ristorazione presenta numerose soluzioni tecniche tutelate da brevetti, che ne garantiscono la massima affidabilità, oltre alla facilità d’uso e della pulizia (questo aspetto non è da sottovalutare!).

È dotata di una struttura modulare in acciaio inox: si può acquistare la macchina completa oppure la versione “base” che può essere integrata con i vari accessori (anch’essi in acciaio inox) in un secondo momento.

Il cuore di Modula è il cilindro sfogliatore, con il quale si ottiene la sfoglia per i vari formati di pasta o per le lasagne. L’innovativo meccanismo di protezione dai rulli calibratori garantisce la massima sicurezza. Al cilindro di Modula si possono applicare questi elementi:

  • la vasca impastatrice ribaltabile con albero impastatore estraibile;
  • la taglierina, con cui si possono realizzare tagliolini, spaghetti alla chitarra, tagliatelle e pappardelle;
  • la raviolatrice a doppia sfoglia, per creare vari formati di ravioli grazie agli stampi intercambiabili;
  • il dispositivo formatura gnocchi e chicche di patate dotato anche di sfarinatore.

Attrezzature per pastifici

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Dal passato al presente

La pasta è uno degli alimenti fondamentali della cucina e della dieta italiana. È conosciuta fin dall’antichità: in Magna Grecia, in Etruria e nell’antica Roma si mangiavano impasti di acqua e farina, che poi venivano tirati e tagliati a strisce. Nel Medioevo nascono le prime botteghe artigianali, anche se per lungo tempo la pasta è rimasta un prodotto casalingo. Intorno al 1800, a Napoli, si inizia a produrre questo alimento a livello industriale: nascono i primi pastifici che utilizzano attrezzature specifiche per questo scopo.

Le fasi di produzione della pasta

A livello industriale i principali processi di produzione della pasta sono:

  • l’impasto e la gremolatura: dopo la macinazione, la semola di grano viene unita all’acqua e impastata. La gremolatura permette di ottenere un impasto omogeneo ed elastico.
  • la trafilazione: l’impasto viene posto in stampi che conferiscono alla pasta il formato desiderato.
  • l’essiccazione: questa delicata fase del ciclo produttivo serve a far perdere alla pasta l’umidità in eccesso. Per fare ciò viene ventilata più volte con aria calda.
  • il raffreddamento: permette di portare a temperatura ambiente la pasta uscita dall’essiccatoio.
  • il confezionamento.

Per ognuna di queste fasi occorrono i macchinari adatti. Le nostre attrezzature per pastifici vengono incontro a ogni esigenza del ciclo produttivo della pasta secca e fresca.

La nostra proposta

Le attrezzature per pastifici permettono di lavorare la pasta in modo professionale garantendo un prodotto di altissima qualità e, allo stesso tempo, genuino, che ricorda la pasta fatta in casa. Le nostre macchine sono affidabili, sicure e coniugano efficienza, velocità e semplicità di utilizzo. Progettiamo, produciamo e installiamo impastatrici, presse per paste trafilate, pastorizzatori, sterilizzatori, essiccatoi, asciugatoi e molto altro. Abbiamo macchinari per preparare la sfoglia o per creare varie tipologie di pasta: per esempio quella ripiena o paste tipiche regionali, come le orecchiette. Proponiamo anche vere e proprie linee di produzione per le realtà industriali più grandi. Vendiamo anche attrezzature per pastifici usate e garantite.

Pasta prodotta con farine diverse da quella di grano

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La pasta: orgoglio italiano

La pasta è la regina della tavola italiana! Si produce principalmente con semola di grano duro unita all’acqua. Oggi, tuttavia, in commercio si trova pasta prodotta con varie farine: di riso, di mais, di farro, di kamut…. e chi più ne ha, più ne metta!

Pasta con farine di altri cereali

Tra la pasta prodotta con farine diverse, molto nota è quella di farro. Questo cereale è uno dei più antichi coltivati dall’uomo: con la sua farina, di solito biologica, si ottiene una pasta “corposa” che ben si adatta a piatti rustici.

Altrettanto conosciuta è la pasta fatta con la farina di kamut. Prodotta con grano khorosan, questo tipo di pasta contiene dal 20 al 40% di proteine in più rispetto al grano, oltre a lipidi, sali minerali e vitamine.

Pasta con farine adatte ai celiaci

La celiachia è una malattia dovuta all’intolleranza del glutine, un complesso proteico tipico dei cereali (grano, orzo, kamut, farro…). In un Paese come l’Italia, dove si consumano circa 27 kg di pasta pro capite all’anno, può diventare difficile vivere senza magiare mai la pasta… Così sempre più spesso si trova in vendita pasta prodotta con farine diverse tollerate anche dai celiaci.

Una di queste è la farina di riso. La pasta fatta con questa farina ha un colore pallido e si sposa bene con condimenti di vari tipi, perché il sapore è uguale a quello del riso.

Molto diffusa è anche la pasta fatta con la farina di mais, caratterizzata da un colore giallo acceso.

Ultimamente è stata molto rivalutata la pasta fatta con la farina di grano saraceno, che ha un sapore rustico ed è un’ottima fonte di proteine; spopola, poi, la pasta di quinoa, che ha invece un sapore delicato e quindi si abbina bene con condimenti decisi. Quest’ultima è leggera e nutriente.

Un altro tipo di pasta adatto per i celiaci è quello fatto con la farina di legumi (principalmente fagioli e lenticchie, ma anche ceci e piselli). È una pasta saporita, nutriente e molto proteica, perché contiene meno carboidrati. La pasta con farina di legumi è indicata anche per persone che vogliono semplicemente variare la propria alimentazione.

Macchine per fare la pasta professionale

Macchine per paste tipiche regionali

La pasta: la regina della dieta mediterranea, bandiera gastronomica dell’Italia

Sin da epoche remote, la pasta ha sempre fatto parte del modo di vivere di noi italiani; già dall’epoca greca classica si attesta il consumo di pasta nelle colonie della Magna Grecia e, da allora, il metodo di produzione non è mai cambiato in modo significativo: si tratta, infatti, ancora oggi di un semplice impasto di farina di grano duro ed acqua, al quale si può talvolta aggiungere anche l’uovo. Ma se la ricetta originaria è sopravvissuta allo scorrere dei secoli, la notorietà della pasta si è diffusa ed è una delle eccellenze italiane apprezzate in tutto il mondo.

Sapienza antica ed efficienza moderna

Acquistare le macchine per fare la pasta in modo professionale rappresenta il modo migliore per offrire alla clientela un prodotto di altissima qualità senza perdere quel senso di genuinità che richiama alla mente l’ambiente domestico: pasta sfoglia, paste ripiene, le classiche tagliatelle mantengono nell’immaginario collettivo il fascino delle antiche masserie, depositarie di un sapere millenario. Le macchine professionali per la pasta conciliano efficienza, velocità di produzione, semplicità di utilizzo, maneggevolezza e longevità, offrendo un prodotto variegato e di qualità, certamente molto apprezzato dalla clientela. Sul mercato è possibile acquistare anche quella a ciclo continuo, caratterizzate da sistemi di raffreddamento del motore e delle varie componenti meccaniche.

Macchine per fare la pasta professionale

Tradizione ed innovazione, dunque. Le macchine proposte da Cocozza, azienda operante a Bari, sono adatte alle diverse esigenze dei pastifici. Forte della sua trentennale esperienza e della affidabilità dei suoi articoli, Cocozza propone a pastifici e ristoratori macchinari per fare la pasta professionale automatici, nuovi o usati: comprensivi di vano dove impastare, le presse spingono l’impasto verso le trafile ed i coltelli per creare velocemente tantissimi tipi di pasta fresca da utilizzare nel proprio esercizio di ristorazione o destinata alla vendita al cliente.

Produzione pasta fresca

Macchina gnocchi

Nuove tendenze nel mercato della pasta fresca

Ottimo investimento in un settore, quello alimentare, che non ha risentito della crisi e che è stimolato da continue opportunità date dalle richieste del mercato, produrre pasta fresca vuol dire rivolgersi ad una clientela di nicchia offrendo un prodotto con caratteristiche uniche. L’attenzione del consumatore, infatti, si rivolge sempre di più alla qualità delle materie prime impiegate, ma anche alla riscoperta di sapori tipici e di forme di pasta tramandate dalla tradizione. All’azienda che si voglia occupare della produzione di pasta fresca, pertanto, si aprono diverse opportunità da cogliere per individuare una propria mission distintiva.

Produzione di pasta fresca: gli orizzonti commerciali

Pasta fresca significa, in primo luogo, perpetuazione delle tradizioni locali: ogni regione ha dei formati di pasta tipici che andrebbero riscoperti e valorizzati: orecchiette, trofie, busiate, casoncelli, bigoli, taglietelle, maltagliati; il nuovo mercato, anche in virtù della internazionalizzazione, guarda al passato. La produzione di pasta, inoltre, implica una selezione delle materie prime: la scelta di grani selezionati moliti con modalità particolari conferisce al prodotto finito quella genuinità e sicurezza che intercetta la ritrovata sensibilità “green” dei consumatori. Analogamente l’apertura dei produttori di pasta al mondo dell’agricoltura biologica è una valida risposta alle nuove tendenze del mercato, permette la creazione di prodotti di altissimo livello e dalle straordinarie proprietà nutrizionali.

Pasta fresca: competenza e passione. Ma anche supporto tecnico

Qualità è la parola d’ordine. E, dunque, si sta parlando di Cocozza, azienda pugliese leader nel settore delle macchine per la produzione di pasta. Le attrezzature proposte, infatti, da oltre trenta anni soddisfano le più varie esigenze dei laboratori artigianali e dei pastifici. Ma non solo. Cocozza si rivolge anche ai ristoratori che abbiano necessità di produrre pasta fresca e lo fa, ad esempio, con “Modula”, macchina combinata, compatta ed economica: le sue dimensioni la rendono assolutamente funzionale anche in ambienti modesti ed è possibile integrare le varie parti, grazie alla sua modularità.

Il consiglio di Pasquale

In questa rubrica sento il dovere morale di aiutare tutte le persone che si affacciano o sono già nel mondo della pasta nel modo più opportuno, dandole i migliori consigli e la migliore esperienza frutto di oltre 30 di lavoro nei laboratori di pasta di tutt’Italia.

La pasta è un campo che non morirà mai, un investimento sicuro in ogni momento. I fattori chiave per una vincente attività di pasta, è: Determinazione e passione. Questi due sentimenti sono al di sopra di ogni attrezzatura, senza determinazione non si può superare i piccoli ostacoli quotidiani, passione perchè sarà il valore aggiunto del vostro laboratorio. Infine l’ingrediente segreto per un’ottima riuscita saranno: le nostre macchine e la nostra esperienza messa a disposizione per voi 🙂

Il link

Per scoprire l’ingrediente segreto che fa per voi, gnocchi, orecchiette, pasta lunga.. insomma scegliete voi e vi serviremo il miglior prodotto (e prezzo)
https://www.cocozzabari.com/

Temperatura di pastorizzazione della pasta fresca

Macchina per maccheroni

Pasta fresca: passione ma, soprattutto, competenza

La produzione di pasta fresca, semplice o all’uovo, è fonte di grande soddisfazione: veder nascere un prodotto così consumato e famoso nel mondo non è, infatti, solo molto remunerativo in virtù della domanda del mercato. La passione per l’eccellenza deve coniugarsi alla ricerca della qualità delle materie prime ed alla competenza nel processo di produzione, dalla fase di impasto sino allo stampaggio, alla conservazione e all’eventuale fase di packaging. Prima della commercializzazione, l’ordinamento normativo italiano impone ai produttori di pasta la pastorizzazione per motivi di sicurezza alimentare. In cosa consiste, quali sono i metodi e le temperature previste? Eccone di seguito una breve panoramica.

In cosa consiste la pastorizzazione?

La pastorizzazione è un procedimento avente l’obiettivo primario di eliminare i microrganismi patogeni ed abbassare la carica batterica nell’alimento; si esegue generalmente ricorrendo all’impiego di calore. Se, da un lato, la distruzione dei microrganismi allunga la vita del prodotto, da un altro punto di vista il processo non distrugge le spore e, pertanto, la salubrità della pasta è garantita per un arco di tempo abbastanza limitato. È, dunque, garanzia igienica del prodotto finito prima ancora che un metodo di conservazione.

L’importanza della temperatura durante la pastorizzazione della pasta fresca

Nel processo di pastorizzazione della pasta fresca, la temperatura riveste un ruolo determinante, dal momento che l’impiego del calore comporta inevitabilmente la parziale distruzione di alcuni nutrienti e l’alterazione delle proprietà organolettiche del prodotto: l’esposizione ad alte temperature porta, inoltre, il reticolo proteico ad ostacolare, in fase di cottura, il rigonfiamento dei granuli di amido, compromettendo la qualità della pasta. I principali metodi di pastorizzazione sono mediante calore secco, ovvero con il suo impiego associato al vapore ventilato o in un ambiente sotto pressione. Non esistono parametri predeterminati, in quanto in larga misura una corretta pastorizzazione dipende dalle materie prime; d’altro canto, non esiste una normativa precisa, ma si fa riferimento ad una circolare del Ministero della Sanità indicante alcuni valori.

Trafile per pasta usate

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Ad ogni ricetta, la sua forma di pasta

Il nostro paese è al primo posto nella produzione e nel consumo di pasta, sia fresca che secca. La longevità di questo alimento, da sempre principe della gastronomia italiana e patrimonio culturale di ogni nucleo familiare, ha portato alla costituzione di un mercato sempre più attento alla qualità del prodotto ed esigente: in conseguenza di ciò, le aziende produttrici sono state indotte a dotarsi di trafile che permettessero la creazione di tanti formati di pasta, capaci di conferire al prodotto finale caratteristiche ricercate quali la porosità, l’aderenza alle varie tipologie di sughi, la dimensione e la forma che potessero incontrare il gusto dei consumatori.

Materiali delle trafile

Che si tratti di pasta lunga o corta, fresca o da essiccare, le trafile sono strumenti indispensabili: al termine del processo produttivo, infatti, è affascinante dare forma all’impasto. Oramai esistono tantissime trafile per creare qualsiasi formato di pasta e di qualsivoglia dimensione, dagli spaghetti ai maccheroni, dai nidi alle figure come i gigli o le farfalle. Ma la scelta non andrebbe fatta tenendo in considerazione solo la forma, ma anche le caratteristiche cui si è fatto cenno: attenzione, dunque, al materiale delle trafile.

Lo sapevate?

Le tradizionali, realizzate in bronzo, producendo delle microlesioni nell’impasto, conferiscono alla pasta un aspetto poroso e caratteristico, indicato per salse corpose; viceversa, quelle che impiegano la nuova tecnologia del teflon, rendono la superficie liscia, aumentando così la tenuta in cottura.

Trafile per pasta usate

Condizione indispensabile e comune a tutte le trafile è l’affidabilità e la durevolezza ed entrambi i materiali presi in analisi, bronzo e teflon, rispondono perfettamente a tali caratteristiche: se il primo ha una resistenza meccanica, il secondo, riducendo l’attrito con l’impasto, ha un’usura praticamente nulla. Acquistare le trafile per pasta usate, pertanto, si rivela essere un buon investimento in quanto, a fronte i costi certamente inferiori, permette di arricchire significativamente l’offerta dell’azienda.

Il consiglio di Pasquale

In questa rubrica sento il dovere morale di aiutare tutte le persone che si affacciano o sono già nel mondo della pasta nel modo più opportuno, dandole i migliori consigli e la migliore esperienza frutto di oltre 30 di lavoro nei laboratori di pasta di tutt’Italia.

Le trafile per la pasta sono quasi indistruttibili, difficilmente ve ne separerete dopo un acquisto. La nostra politica è sempre stata quella del risparmio laddove è possibile, e risparmiare sulle trafile si può. La trafila può durare anni e anni ma se siete in cerca di novità o di cambiamenti nella vostra forma di produzione possiamo aiutarvi in ciò.

Il link

Va bene anche usare la trafila usata, ma la macchina per la tafila? no eh? Qui in seguito il link dove potete scoprire a  quale tipo di macchina si abbina la trafila!

http://www.cocozzabari.com/macchine-pasta/presse-paste-trafilate/presse-doppia-vasca/

A che temperatura pastorizzare la pasta fresca?

Temperatura di pastorizzazione della pasta fresca

Sicurezza della pastorizzazione e temperature

La pasta fresca contiene un elevato tasso di umidità che può arrivare al 35% e di conseguenza si deteriora facilmente. Inoltre gli ingredienti come la semola e uova possono diventare la base per la proliferazione di microorganismi. Alimento adatto a tutti coloro che non hanno problemi legati all’assunzione di glutine, la pasta fresca può essere conservata 4-5 giorni se non viene sottoposta ad alcun trattamento. La possibilità di conservare la pasta per un periodo di tempo più lungo è dato dalla pastorizzazione, procedimento che richiede l’esposizione a determinate temperature per un certo periodo di tempo.

Camera a vapore e temperatura di pastorizzazione della pasta fresca

Uscita dalla macchina formatrice, la pasta entra nella camera a vapore dove si abbatte la carica batterica. La temperatura di pastorizzazione della pasta fresca varia tra 87 e 110°C e permette una garanzia igienica rilevante. Il trattamento non porta solo un vantaggio dal punto di vista igienico-sanitario ma aumenta anche la durata dell’alimento, evita sprechi e permette di preparare buste di prodotto di elevata qualità. Dopo che la pasta è stata stabilizzata attraverso la pastorizzazione, viene confezionata in atmosfera protetta e conservata ad una temperatura di 3°C.

Intensità del trattamento

Il tempo di esposizione e la temperatura di pastorizzazione della pasta fresca dipende dal volume e dal tipo di prodotto se con ripieno o meno: in base a questi parametri la pasta fresca avrà una shelf-life più o meno lunga. La temperatura, inoltre, dipende anche dalla morbidezza del ripieno e dalla tipologia di sfoglia. Utilizzando semola di grano duro se sarà pastorizzata in 60″ a circa 99°C potrà essere conservata fino a 30 giorni. Temperature leggermente più basse per la farina di grano tenero che in 60″ circa a 92°C daranno un prodotto che si conserva per altrettanto tempo. Se invece parliamo  di paste ripiene a doppia sfoglia, la temperatura del trattamento di pastorizzazione dovrà essere al cuore del prodotto di circa 99°C per un tempo di 60″.

Il consiglio di Pasquale

In questa rubrica sento il dovere morale di aiutare tutte le persone che si affacciano o sono già nel mondo della pasta nel modo più opportuno, dandole i migliori consigli e la migliore esperienza frutto di oltre 30 di lavoro nei laboratori di pasta di tutt’Italia.

Con l’evoluzione della tecnologia e lo sviluppo delle nuove tecnologie, i nuovi pastorizzatori sono ancora più efficenti di quelli precedenti, chiamati: con bruciatore permettono una migliore pastorizzazione e con un maggiore rispetto per l’ambiente. Il processo di pastorizzazione è diventato legge in tutti i negozi italiani che vogliono vendere all’esterno la propria pasta.

Il link

I nostri pastorizzatori sono pronti per essere a vostra disposizione, vi insegneremo il processo e saremo a vostra più completa disposizione per ulteriori dettagli!

http://www.cocozzabari.com/macchine-pasta/pastorizzatori-e-sterilizzatori/

 

Asciuga pasta fresca

Trafile per pasta fresca

Importanza della fase di asciugatura della pasta fresca

Produrre pasta fresca vuol dire non soltanto amare questo prodotto tipico del “made in Italy”, ma impegnarsi a creare un prodotto capace di competere con la concorrenza, nazionale e transalpina, e soddisfare le richieste di una clientela che si fa sempre più esigente: si calcola che, in media, ogni italiano consumi in un anno circa trenta chilogrammi di pasta. Pertanto, oltre all’attenzione da riservare alle materie prime, occorre specializzarsi nel processo di asciugatura ed essiccamento: non a caso è la fase che, negli ultimi anni, ha subito più studi ed innovazioni.

Asciugare la pasta per abbassarne il tasso di umidità

Asciugare la pasta fresca significa abbassarne la componente liquida fino ad arrivare ad un valore prossimo al 12,5%, unico parametro imposto dalla normativa vigente: l’obiettivo è quello di rendere il prodotto conservabile, senza farne perdere né la forma né le proprietà meccaniche e, per quanto possibile, neanche le proprietà organolettiche. Da una pasta il consumatore si attende che rimanga “al dente”, tenendo bene la cottura ed il processo di asciugatura è proprio teso a questo obiettivo. La superficie della pasta essicca più rapidamente del cuore, è necessario l’impiego di dinamiche particolari per permettere all’umidità di distribuirsi in modo uniforme.

Come si asciuga la pasta fresca?

Due sono i principali metodi di asciugatura. Un primo, il ciclo lento a bassa temperatura, se da un lato presenta lo svantaggio della necessità di maggior tempo e porta, conseguentemente, ad una produzione più lenta, ha insito in sé il marchio dell’eccellenza: la fase di asciugatura è quella più delicata dell’intera filiera e la pasta che si ottiene con l’impiego di basse temperature è un prodotto molto digeribile, che massimizza le proprietà nutrizionali e la qualità della semola. Il secondo “modus operandi” è molto più celere ed impiega alte temperature che impoveriscono la pasta ma che le conferiscono la capacità di tenere maggiormente la cottura.

Il consiglio di Pasquale

In questa rubrica sento il dovere morale di aiutare tutte le persone che si affacciano o sono già nel mondo della pasta nel modo più opportuno, dandole i migliori consigli e la migliore esperienza frutto di oltre 30 di lavoro nei laboratori di pasta di tutt’Italia.

L’essiccazione è un arte. Mi piace dire ciò e l’arte deve essere fatta con gli “attrezzi” migliori. Ho visto essiccare la pasta provando e riprovando, senza avere la più pallida idea di cosa fare. La tecnica dell’essicazione è una operazione la quale necessita di trabatti (per i più esigenti) e celle di essiccazione. Non tentate di risparmiare dove poi troverete problemi in futuro, i nostri trabatti sono i migliori in circolazione, non si può trovare di meglio sul mercato.

Il link

Proviamo insieme a essiccare la pasta, contattateci e chiedete un preventivo, la pasta secca vi farà innamorare.

http://www.cocozzabari.com/macchine-pasta/essicatoi-e-asciugatoi/armadi-essiccatoi-statici/

http://www.cocozzabari.com/macchine-pasta/trabatti-e-preincartatore/

 

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