Pasta ripiena della tradizione

Abbiamo parlato più volte della varietà della tipologia di pasta che regna in ciascuna regione italiana. Oggi vogliamo concentrarci su due tipi di pasta ripiena molto simili tra loro, ma allo stesso tempo anche molto differenti: i tortellini e i cappelletti. Entrambi sono tipici piatti invernali della tradizione italiana e, come tali, sono considerati dei veri e propri elementi culturali; e benché si somiglino molto, è comunque bene non confonderli tra loro. Perciò… la differenza tra cappelletti e tortellini, la sapete?

Le analogie

Sia i tortellini che i cappelletti, come già detto, sono due tipi di pasta ripiena. Si ottengono con una sottile sfoglia all’uovo, si mangiano in brodo e ovviamente sono entrambi deliziosi! Sono paste tipiche dell’Emilia-Romagna, anche se i tortellini sono caratteristici del Bolognese e del Modenese, mentre i cappelletti sono diffusi soprattutto in Romagna (e pure nelle Marche). Le analogie si fermano qui. Vediamo, invece, la differenza tra cappelletti e tortellini.

Le differenze

La prima grande differenza sta nel ripieno: quello dei tortellini segue una ricetta codificata e al suo interno prevede lombo di maiale, mortadella di Bologna, prosciutto crudo, parmigiano reggiano, uova e noce moscata; quello dei cappelletti si prepara invece con un trito di carni bovine o suine, uova, verdure e formaggi (l’utilizzo di tutti questi ingredienti o solo di alcuni varia in base alle zone).

Una seconda differenza sta nella grandezza e nella forma: i tortellini sono più piccoli e la loro forma si lega a una leggenda che narra di un oste di Castelfranco Emilia che, sbirciando dal buco della serratura una donna nuda ospite nella sua locanda, rimase affascinato dalla bellezza del suo ombelico e volle riprodurlo nella forma di questa pasta. I cappelletti, invece, sono un po’ più grandi e hanno una forma più arrotondata che ricorda un cappello che veniva indossato durante il Medioevo (e questo ne spiega anche il nome).