Tradizione e innovazione

La pasta è uno degli alimenti più importanti nella dieta degli italiani. Nonostante sia un prodotto tradizionale, la pasta continua ad essere al centro della spesa degli abitanti del nostro Paese grazie alla sua capacità di interpretare tendenze, cambiamenti negli stili di vita e di affrontare le nuove frontiere del gusto. Ogni anno i pastai italiani investono circa 500 milioni di euro in ricerca, sviluppo e innovazione con lo scopo di migliorare la qualità e il gusto della pasta e rispondere alle alte aspettative dei consumatori, che chiedono nuovi ingredienti e nuovi tipi di pasta. Che cosa ci riserverà il 2019 sotto questo aspetto?

“Nuove” farine

L’anno nuovo e i nuovi tipi di pasta può significare realizzare una maggiore quantità di prodotto utilizzando farine alternative rispetto a quella di grano duro. Infatti, secondo alcune recenti indagini, gli italiani – soprattutto i più giovani – sono sempre più interessati alla pasta prodotta con farine proteiche, ad esempio quelle a base di legumi, che non sono più una semplice aggiunta, ma diventano protagonisti dell’impasto conferendo alla pasta un gusto e anche valori nutrizionali diversi. Inoltre cresce la richiesta di pasta integrale, dovuta forse alle esigenze salutiste di integrare fibre nella propria dieta. Infine, le paste tradizionali con l’impasto arricchito con le verdure (tipo carote, spinaci o zucca) prendono sempre più campo.

Nuovi formati

L’anno nuovo e i nuovi tipi di pasta si può declinare anche con l’innovazione nella progettazione dei formati. Essi sono legati al territorio, alla cultura, alle tecniche di produzione e soprattutto alla fantasia dei pastai. I formati sono importanti perché determinano una diversa consistenza e una diversa cottura della pasta. Tuttavia, la tecnologia e – come sempre – l’ingegno degli operatori del settore permettono di dare nuove forme alla pasta (lunga, corta, rigata, liscia, sottile…) senza che essa perda il suo gusto.