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Gruppi combinati automatici

Gruppo combinato

Quante attrezzature per la produzione della pasta!

All’interno di un laboratorio o di un negozio di pasta fresca occorre avere molti macchinari: impastatrici, sfogliatrici, macchine formatrici, essiccatoi… In base ai formati che si vogliono produrre possono essere necessarie anche raviolatrici o macchine per creare i cappelletti! E se esistesse un macchinario capace di riunire molte di queste funzioni, magari automatizzandole?
Per rispondere a questa necessità vi proponiamo i gruppi combinati automatici.

Macchine adatte a ogni esigenza

I gruppi combinati automatici sono macchinari multi-funzione, dalle ridotte dimensioni, adatti non solo per negozi di pasta fresca, ma anche per alberghi, ristoranti, mense. Tutte le parti in movimento di questi macchinari sono montate su cuscinetti (nei quali, grazie a particolari accorgimenti, si previene ogni possibilità di infiltrazione), boccole e supporti autolubrificanti, pertanto non è necessaria alcuna manutenzione programmata.

Molte funzioni in un unico macchinario

I gruppi combinati automatici sono dotati di:

  • una vasca impastatrice;
  • un gruppo di laminazione con sfogliatrice automatica;
  • un gruppo tagliasfoglia automatico;
  • una raviolatrice doppia sfoglia.

La vasca impastatrice per la produzione di impasti sfarinati ha una capacità di 18-20 kg e un albero smontabile che ne facilita la pulizia. Il gruppo di laminazione con sfogliatrice automatica della larghezza di 160 mm permette di produrre rotoli di sfoglia in continuo. Due coppie di rulli dal diametro di 55 mm consentono la regolazione della sfoglia. Il gruppo tagliasfoglia automatico, corredato di vari stampi, permette di produrre automaticamente la sfoglia per le lasagne, le tagliatelle, le pappardelle, le fettuccine e le linguine dello spessore e della lunghezza desiderati. I gruppi sono forniti di una raviolatrice doppia sfoglia (anch’essa della larghezza di 160 mm) che, grazie a vari stampi intercambiabili e facilmente sostituibili, consente di produrre ravioli staccati di diverse forme: quadrati, tondi, a mezza luna, a fiore o a cuore. La raviolatrice è indicata soprattutto per la lavorazione di ripieni morbidi a base di ricotta o altri formaggi, verdura o carne che vengono dosati nel raviolo con un sistema a torchietto.

Le macchine gluten free

Gluten free

Che cos’è la celiachia?

La celiachia è una malattia che colpisce un numero sempre maggiore di italiani. Si tratta di un’infiammazione cronica dell’intestino tenue scatenata dall’ingestione del glutine, un complesso proteico presente in alcuni cereali. Per una popolazione come quella italiana, il cui piatto simbolo è la pasta e che ne consuma ogni anno circa 27 kg pro capite, essere celiaci non deve essere facile (senza contare altri alimenti come il pane o la pizza!). Tuttavia, il rimedio c’è: basta utilizzare farine che non contengono glutine per realizzare la pasta e lavorarle con delle macchine gluten free.

Quali differenze ci sono tra le farine “tradizionali” e quelle senza glutine?

Per realizzare la pasta senza glutine occorrono ovviamente delle farine adatte. Le farine aglutiniche o miscele di esse devono subire un processo di gelatinizzazione dell’amido presente al loro interno al fine di rendere l’impasto più elastico, per migliorarne la resa in cottura e la digeribilità e per evitare che la pasta risulti collosa. Maggiore è il grado di gelatinizzazione, migliore sarà la qualità della pasta prodotta. Inoltre, anche la fase di impastamento è più lunga rispetto a quella della pasta normale, in quanto queste farine sono più difficili da lavorare.

Per la pasta senza glutine occorrono macchinari specifici

I produttori di pasta senza glutine possono acquistare farine già pregelatinizzate oppure trasformare le farine “crude” tramite il processo di gelatinizzazione.
Se si opta per la prima soluzione occorre dotarsi di macchine gluten free che, con tecnologie moderne e innovative, permettono la lavorazione di queste materie prime particolari e con le quali si può produrre sia pasta secca che fresca senza glutine.
Se si decide per la seconda alternativa, occorre valutare un investimento più importante e attrezzarsi con macchine gluten free dotate anche di un sistema di pregelatinizzazione delle farine aglutiniche.

L’Italia e la pasta

l'Italia e la pasta

La pasta nella cultura italiana

L’Italia e la pasta: un binomio indivisibile. Per gli italiani la pasta non è soltanto un alimento, ma un elemento della propria cultura (non soltanto gastronomica), quasi della propria essenza. La pasta è un emblema, un simbolo dell’Italia all’estero. Infatti, le atmosfere che si creano intorno a un piatto di pasta sono uniche e sono entrate nell’immaginario collettivo di tutto il mondo. Si pensi, ad esempio, al contributo che l’emigrazione italiana ha dato alla diffusione di questo piatto: sono stati proprio i nostri connazionali a introdurre la pasta nelle cucine di America, Germania, Australia e di molti altri paesi.

Non solo in cucina

La pasta ha “contaminato” anche la letteratura italiana. Già nel Trecento Boccaccio ne parlava in una novella del Decameron, dove rappresenta un simbolo di abbondanza alimentare. Nel Cinquecento addirittura un intero genere letterario – quello della poesia maccheronica, caratterizzata da un linguaggio misto tra latino e volgare – è chiamato così perché la pasta – i “maccheroni” – era un alimento tipico della popolazione più povera e ignorante. Nel primo Ottocento Giacomo Leopardi usa la pasta per attaccare i napoletani nel componimento I nuovi credenti.
L’Italia e la pasta sono associate anche in numerosi film, come Miseria e nobiltà con Totò oppure… chi non ricorda Alberto Sordi che mangia un enorme piatto di spaghetti in una celeberrima scena di Un americano a Roma?

Ad ogni regione il suo formato

La pasta si è diffusa nella penisola italiana fin dall’antichità. Ogni regione ha un formato che la rappresenta, spesso accompagnato da un condimento tipico che si abbina bene con quel tipo di pasta. Ne proponiamo una veloce carrellata.

  • Nel Nord Italia gli chnolle, gnocchetti di farina di mais da gustare in brodo, sono tipici della Valle d’Aosta. In Piemonte si mangiano gli agnolotti, una pasta ripiena con brasato di manzo, e i tajarin, simili ai tagliolini. In Lombardia si trovano i pizzoccheri, fatti con farina di grano saraceno. I bigoli sono dei grossi spaghetti tipici della cucina veneta, che vengono conditi con ragù di anatra. In Trentino-Alto Adige si possono gustare i canederli e in Friuli-Venezia Giulia i blecs (un formato di pasta simile ai maltagliati). Le trofie accompagnate dal pesto sono uno dei piatti più famosi della cucina ligure. Infine, spicca l’Emilia Romagna con le lasagne, le tagliatelle e i tortellini (quest’ultimi in brodo o conditi con il classico ragù).
  • Nel Centro Italia si può gustare un buon piatto di pici in Toscana, mentre non si può visitare il Lazio senza aver assaggiato i bucatini all’amatriciana. I cappelletti sono il formato tipico della cucina marchigiana, le ciriole (pasta lunga a sezione quadrata) di quella umbra, mentre gli spaghetti alla chitarra, che prendono il nome dallo strumento con cui si realizzano, sono tipici dell’Abruzzo.
  • Nel Meridione i paccheri sono uno dei formati tipici della Campania. Originari del Molise sono i cavatelli conditi con carne di maiale o broccoli; in Puglia troviamo le famose orecchiette, mentre le lucane bucce di mandorla prendono il nome dalla loro forma, simile al guscio di una mandorla. In Calabria si può gustare la fileja.
  • Per quanto riguarda le isole: in Sicilia si mangiano gli anelli conditi con ragù di carne; in Sardegna gli gnocchetti.

L’impastatrice e la sfogliatrice

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Due macchinari essenziali per la produzione della pasta

Ci sono due macchine fondamentali per produrre grandi quantità di pasta: l’impastatrice e la sfogliatrice. In commercio si trovano vari modelli che soddisfano qualsiasi esigenza: a differenza dei macchinari di qualche anno fa, quelli attualmente disponibili spesso hanno dimensioni ridotte e si possono quindi installare anche in ambienti ristretti. Inoltre, è bene sottolineare come questi strumenti siano molto più pratici e affidabili rispetto al passato.

 

Per un impasto di qualità

Esistono due tipi di impastatrice: quella singola e quella incorporata in un altro macchinario (per esempio la sfogliatrice). Una tipologia molto diffusa è la pressa impastatrice. Dotata di una vasca in acciaio inox e di un albero impastatore (sempre in acciaio inox e spesso estraibile per facilitare le operazioni di pulizia) permette di creare qualsiasi tipo di impasto e garantisce un ottimo amalgama degli ingredienti che lo compongono. Più è grande la vasca, maggiore sarà l’impasto prodotto. La vasca impastatrice è senza dubbio uno strumento importante se avete un laboratorio di pasta: infatti, essa consente di avere una fonte inesauribile di impasto per alimentare le varie macchine del vostro pastificio e quindi di avere una produzione in continuo senza interruzioni.

 

Una macchina per ottenere la sfoglia ideale

La sfogliatrice è l’altro macchinario basilare in un laboratorio di pasta (fresca e non). Infatti, con essa si automatizzano le operazioni di laminazione della pasta con un notevole risparmio di tempo. Con la sfogliatrice è possibile scegliere lo spessore della sfoglia, la sua lunghezza e la sua larghezza per ottenere i diversi formati di pasta. Le sfogliatrici in commercio sono generalmente dotate anche di vasca impastatrice: quindi è possibile creare l’impasto e da questo ricavarne la sfoglia più adatta per la propria produzione. Questa macchina è inoltre molto versatile e si può abbinare ad altri macchinari, come la raviolatrice o la taglierina.

 

I nostri clienti italiani

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La nostra azienda

La Cocozza ha un’esperienza trentennale nel settore delle macchine per la produzione di pasta sia secca che fresca. Ci rivolgiamo principalmente ai laboratori di pasta, ai ristoranti e alle gastronomie e a chi sia interessato ad aprire uno di questi esercizi. Produciamo macchine automatiche o semiautomatiche che garantiscono tutto il processo produttivo della pasta nei più svariati formati. I nostri macchinari sono sicuri e affidabili; la continua ricerca tecnica e tecnologica ci permette di progettare nuove attrezzature che vanno incontro alle esigenze di tutti i nostri clienti italiani e stranieri.

 

I pastifici

Tra i nostri clienti italiani abbiamo il pastificio Altapasta, guidato dalla famiglia Castoro, che è alla continua ricerca dell’eccellenza del prodotto. Questa azienda seleziona soltanto materie prime di altissima qualità: ciò le permette di creare una pasta dal gusto inconfondibile. Il pastificio Altapasta vende i suoi prodotti sia in Italia sia all’estero grazie a una fitta rete di distribuzione; collabora inoltre con alcune catene nazionali.

Un altro cliente è il pastificio Cardone. Nato come laboratorio artigianale di pasta fresca, si è ingrandito e oggi produce varie linee di pasta. Questo pastificio ha ottenuto importanti riconoscimenti, come quello ottenuto nel 2012 da Slow Food Piana degli Ulivi che ha certificato la pasta Cardone come un’eccellenza del territorio. Ha inoltre il marchio “prodotti di qualità Puglia”, riconosciuto dall’Unione europea, che garantisce al consumatore la provenienza del grano.

Un’altra azienda nostra cliente è il pastificio Carazita, leader in Italia nella produzione di pasta tipica regionale e paste speciali dai vari sapori. Questo pastificio utilizza tecniche di produzione evolute unite alla tradizione: ciò gli consente di ottenere un prodotto dalla qualità unica.

 

I negozi

Molti dei nostri clienti italiani sono piccoli negozi che producono pasta fresca.

Il Pastificio Lionetti, a Taranto, produce varie tipologie di pasta fresca di qualità. Nel corso degli anni, grazie a macchinari sempre migliori e adatti alle proprie esigenze, questa azienda ha perfezionato il suo prodotto creando una pasta dal sapore unico.

Specializzato in paste tipiche regionali è un altro nostro cliente: Le Chicche di Menna. Questo pastificio è diventato un punto di riferimento di Vasto, dove ha sede, grazie alla sua pasta raffinata e ricercata, che va incontro al gusto della clientela più variegata.

Infine, un altro laboratorio nostro cliente è Tutta un’altra Pasta, a Monopoli. Grazie a macchinari d’avanguardia produce pasta fresca regionale, come gli strozzapreti trafilati in bronzo. Ha anche una linea di paste fatte a mano secondo la tradizione.

L’essiccatoio elettrico

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Perchè essiccare?

L’essiccazione è una delle fasi più delicate e complesse del ciclo produttivo della pasta. Serve ad abbassare il livello di umidità presente nel prodotto e portarlo a livelli ottimali (12,5%). Questa fase è decisiva per determinare la qualità della pasta: è fondamentale, infatti, che il valore di umidità sia uniforme all’interno del prodotto e costante nel tempo per evitare difetti. La durata dell’essiccazione varia in base al tipo di pasta. Per ottenere un’ottima essiccazione è importante avere un essiccatoio elettrico che consenta di monitorare costantemente l’umidità e il simultaneo trasferimento di calore.

Vari tipi di essiccazione

L’essiccazione della pasta può avvenire:

  • a bassa temperatura (50-55 °C);
  • ad alta temperatura (75 °C);
  • ad altissima temperatura (80-120 °C).

L’essiccazione a bassa temperatura ha dei tempi di produzione più lunghi rispetto a quella effettuata con temperature più elevate e mantiene inalterate le proprietà organolettiche del prodotto. Grazie all’essiccatoio elettrico si può regolare e decidere quale processo di essiccazione è più idoneo al formato di pasta che si sta producendo.

Gli armadi essiccatoi statici

Frutto di un continuo studio e della ricerca tecnologica, i nostri essiccatoi elettrici automatizzano le fasi dell’essiccazione che da sempre hanno richiesto l’esperienza dell’uomo. Ogni armadio essiccatoio è studiato per avere un’alta tenuta termica ed è equipaggiato con un numero variabile di telai (da 25 a 100, a seconda del modello). È dotato di una strumentazione digitale per gestire ogni fase dell’essiccazione. Si possono controllare la temperatura e l’umidità e regolare questi parametri grazie a estrattori che effettuano correzioni all’interno del macchinario se l’umidità supera i valori impostati, oppure ottimizzare i flussi d’aria in base al tipo di pasta. La gestione computerizzata permette, inoltre, di memorizzare specifici programmi di essiccazione per i vari formati di pasta, garantendo così la massima produttività e standardizzazione del processo produttivo. Abbiamo essiccatoi per ogni esigenza, adatti per l’essiccazione di quantità diverse di prodotto fresco (fino a 800 kg).

Asciuga pasta fresca

Trafile per pasta fresca

Importanza della fase di asciugatura della pasta fresca

Produrre pasta fresca vuol dire non soltanto amare questo prodotto tipico del “made in Italy”, ma impegnarsi a creare un prodotto capace di competere con la concorrenza, nazionale e transalpina, e soddisfare le richieste di una clientela che si fa sempre più esigente: si calcola che, in media, ogni italiano consumi in un anno circa trenta chilogrammi di pasta. Pertanto, oltre all’attenzione da riservare alle materie prime, occorre specializzarsi nel processo di asciugatura ed essiccamento: non a caso è la fase che, negli ultimi anni, ha subito più studi ed innovazioni.

Asciugare la pasta per abbassarne il tasso di umidità

Asciugare la pasta fresca significa abbassarne la componente liquida fino ad arrivare ad un valore prossimo al 12,5%, unico parametro imposto dalla normativa vigente: l’obiettivo è quello di rendere il prodotto conservabile, senza farne perdere né la forma né le proprietà meccaniche e, per quanto possibile, neanche le proprietà organolettiche. Da una pasta il consumatore si attende che rimanga “al dente”, tenendo bene la cottura ed il processo di asciugatura è proprio teso a questo obiettivo. La superficie della pasta essicca più rapidamente del cuore, è necessario l’impiego di dinamiche particolari per permettere all’umidità di distribuirsi in modo uniforme.

Come si asciuga la pasta fresca?

Due sono i principali metodi di asciugatura. Un primo, il ciclo lento a bassa temperatura, se da un lato presenta lo svantaggio della necessità di maggior tempo e porta, conseguentemente, ad una produzione più lenta, ha insito in sé il marchio dell’eccellenza: la fase di asciugatura è quella più delicata dell’intera filiera e la pasta che si ottiene con l’impiego di basse temperature è un prodotto molto digeribile, che massimizza le proprietà nutrizionali e la qualità della semola. Il secondo “modus operandi” è molto più celere ed impiega alte temperature che impoveriscono la pasta ma che le conferiscono la capacità di tenere maggiormente la cottura.

Il consiglio di Pasquale

In questa rubrica sento il dovere morale di aiutare tutte le persone che si affacciano o sono già nel mondo della pasta nel modo più opportuno, dandole i migliori consigli e la migliore esperienza frutto di oltre 30 di lavoro nei laboratori di pasta di tutt’Italia.

L’essiccazione è un arte. Mi piace dire ciò e l’arte deve essere fatta con gli “attrezzi” migliori. Ho visto essiccare la pasta provando e riprovando, senza avere la più pallida idea di cosa fare. La tecnica dell’essicazione è una operazione la quale necessita di trabatti (per i più esigenti) e celle di essiccazione. Non tentate di risparmiare dove poi troverete problemi in futuro, i nostri trabatti sono i migliori in circolazione, non si può trovare di meglio sul mercato.

Il link

Proviamo insieme a essiccare la pasta, contattateci e chiedete un preventivo, la pasta secca vi farà innamorare.

http://www.cocozzabari.com/macchine-pasta/essicatoi-e-asciugatoi/armadi-essiccatoi-statici/

http://www.cocozzabari.com/macchine-pasta/trabatti-e-preincartatore/

 

Essiccatoi per pasta fresca: massima efficienza e produttività anche nelle lavorazioni artigianali

Essiccatoi per pasta fresca

Gli essiccatoi per pasta fresca sono dispositivi essenziali per qualunque pastificio, sia esso industriale o artigianale, poiché svolgono uno dei processi cruciali della lavorazione della pasta: l’essicazione.

La loro funzione primaria è infatti quella di eliminare l’acqua da qualsiasi formato di pasta fresca fino ad abbassarne il grado di umidità residua dal 30-32% al 12,5%. In questo modo è possibile preservarne le proprietà organolettiche e prolungarne la capacità di conservazione, due caratteristiche fondamentali per ottenere una produzione che rispetti i più alti standard di qualità imposti dal mercato.

Nella mia ultra trentennale carriera nell’assistenza ai clienti, ho visto versare lacrime amare e far volare per aria interi quantitativi di pasta perchè mal essiccati. Sin dall’antichità ad ora, il processo di essicazione è un processo abbastanza complesso nel quale ci si può cimentare per ottenere pasta secca e per fortuna la tecnologia ci viene in aiuto.

Come funzionano gli essiccatoi per pasta fresca

I moderni essiccatoi per pasta fresca sono dotati di una struttura interamente realizzata in acciaio inox termoisolato, utile a contenere la dispersione del calore generato dal sistema di riscaldamento elettrico ventilato.

Al loro interno, essi dispongono di una quantità variabile di carrelli progettati per ospitare i più svariati formati di pasta. In commercio esistono infatti essiccatoi di diversa grandezza che possono contenere dai 20 ai 200 ripiani, così da soddisfare qualunque esigenza in termini di produttività e ingombri.

Il rivestimento dei pannelli degli essiccatoi è invece realizzato in poliuretano espanso ad alta densità, un materiale dalle eccezionali proprietà termoisolanti in grado di garantire un elevato livello di coibentazione e insonorizzazione.

Tecnologia al servizio della tradizione

La peculiarità principale dei moderni essiccatoi per pasta fresca risiede nell’innovativo sistema di controllo computerizzato, del processo di lavorazione, il quale consente di gestire con estrema precisione ogni fase dell’essiccazione.

Tale sistema permette, ad esempio, di ottimizzare i flussi d’aria in base alla tipologia di pasta da essiccare, con la possibilità d’impostare e regolare facilmente la temperatura, l’umidità e le pause desiderate.

Attraverso la gestione computerizzata si possono inoltre impostare e/o memorizzare numerosi programmi di essiccazione specifici per ogni formato di pasta, così da garantire un’elevata produttività e la massima standardizzazione del processo produttivo.

Il consiglio di Pasquale

Consigli e strategie frutto di oltre 30 anni di esperienza e lavoro con oltre 5000 laboratori di pasta in tutt’Italia e nel mondo.

L’essicazione può darti grandi soddisfazioni, sembrerebbe un gesto molto semplice da fare; porre la pasta nell’essiccatoio, avviare l’essiccatoio ed avere pazienza.

Dietro questo tuo gesto ci sono anni di studi e di prove e di successi e di ostinazione. L’essiccazione è un fenomeno particolare dipendente da due grandi variabili:

  • Caratteristiche del prodotto da essiccare
  • Ambiente circostante

La prima riguarda:

  • Forma della pasta
  • Umidità (e temperatura) presente nella pasta

Quando parliamo della forma della pasta la superficie di scambio termico gioca un ruolo fondamentale.
Anche la presenza di acqua nel prodotto influisce molto sull’essiccazione. Una maggiore presenza di acqua, L’umidità della pasta dopo la formatura è normalmente uguale o di poco inferiore al 35%, anche in funzione delle caratteristiche reologiche della semola utilizzata. Con valori alti di umidità (> 35%) il volume della pasta appena formata è quasi il doppio rispetto a quello finale essiccato.
La grande quantità di acqua presente nella pasta, in maggior parte acqua non di struttura e quindi libera, favorisce l’attivazione di fenomeni biochimici che determinano soprattutto le perdite di cromacità nel prodotto essiccato.
Per evitare l’ossidazione dei pigmenti gialli della semola e la foramzione di composti melanini che rendono grigia la pasta essciccata facendole perdere la luminostià originaria, molti produttori sottopongono le orecchiette ad un trattamento termico prima di esscicarle, in pratica ad una pastaorizzaszione subito dopo la formatura.

Mentre la seconda grande categoria, riguarda:

  • Umidità dell’aria (e temperatura)
  • Velocità dell’aria e del ricambio all’interno dell’essiccatore

Il meccanismo di funzionamento di un essiccatore statico è teroucamente molto semplice: si ventila la pasta con aria calda per deverle il calore necessario per fare evapoarre l’acqua presente su tutta la superficie e su tutti negli strati interni ad essa più prossimi. Quando l’acqua è evaporata si sospende la ventilazione per il tempo necessario, perchè quella rimasta negli strati più profondi salga in superficie dove può essere fatta evaporare con un nuovo ciclo di ventilazione. Questo mecanismo teoricamente semplice si compone, dunque, di due fasi distinte. Ventilazione e pausa di rinvenimento, quest’ultimo si riferisce al tempo necessaro all’acqua da passare dagli strati più interni a quelli più esterni (principio fisico di: capillarità e tensione superficiale). Per ridistribuirsi all’interno della pasta, l’acqua richiede energia termica, cioè calore. Quanto maggiore è l’energia, tanto più veloce sarà lo spostamento dell’acqua verso l’esterno, in relazione però allo stato fisico del prodotto.
Come puoi ben capire, via via che la pasta si secca, si contrae restringendo progressivamente i canali capillari e gli interstizi attraverso l’acqua può muoversi verso la superficie.

La rimozione dell’acqua non viene eliminata direttamente dalla pasta, ma dopo essere stata trasformata in vapore.  Perciò è evidente che il vapore deve essere rimosso dalle zone libere adiacenti la superficie della pasta tramite un sistema di ventilazione forzata. Questo stato di cose è sfruttato durante le pause di ventilazione, dato che essendo bloccata l’evaporazione superficiale, l’acqua avrà modo di ridistribuirsi uniformemente negli strati superficiali interni e superficiali del prodotto. Dopo questa pausa di ridistribuzione dell’acqua, ricomincia il ciclo di essiccazione.

La ventilazione forzata gioca un ruolo da tenere sotto controllo poichè possono verificarsi due scenari:

  • ventilazione troppo veloce, la superficie della pasta continuerà ad assorbire calore anche dopo essersi parzialmente disidratata e ciò determinerà l’eccessiva contrazione degli strati superficiali, che diventeranno troppo secchi rispetto a quelli più interni. quindi rimarrà dell’acqua bloccata all’interno del prodotto
  •  ventilazione troppo lenta, la pasta non assorbirà il calore necessario per fare evaporare tutta l’acqua presente sulla superficie. Quindi si rallenta l’essiccazione del prodotto.

Le conseguenze sono le stesse da cui si discute da sempre: L’acqua cercherà di risalire in superficie e poichè non trova valichi aperti, sviluppa pressioni sempre più forti, fino al momento in cui sarà in grado di vincere la resistenza dei blocchi, provocando cosi: fragilità, fessurazioni, bottature, spaccature e frantumazioni. L’altra conseguenza è la perdita di tempo e la non riuscita essiccazione.

In questo articolo ho dato una visione dell’essiccazione e cosa avviene dopo la chiusura dei tuoi armadi essiccatoi. Il fenomeno fisico e perchè avvengono certe problematiche. Cosa è il fenomeno dell’essiccazione, quali variabili sono in gioco e come gestire le due fasi di ventilazione e riposo.

Per ricevere ulteriore informazione sugli asciugatoi statici e per sapere come evitare problemi derivanti da una sbagliata essiccazione, contattaci allo 0805367301 o scrivici alla nostra email: info@cocozzabari.com

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