Tag Archivio macchine per pastifici

Le macchine gluten free

Gluten free

Che cos’è la celiachia?

La celiachia è una malattia che colpisce un numero sempre maggiore di italiani. Si tratta di un’infiammazione cronica dell’intestino tenue scatenata dall’ingestione del glutine, un complesso proteico presente in alcuni cereali. Per una popolazione come quella italiana, il cui piatto simbolo è la pasta e che ne consuma ogni anno circa 27 kg pro capite, essere celiaci non deve essere facile (senza contare altri alimenti come il pane o la pizza!). Tuttavia, il rimedio c’è: basta utilizzare farine che non contengono glutine per realizzare la pasta e lavorarle con delle macchine gluten free.

Quali differenze ci sono tra le farine “tradizionali” e quelle senza glutine?

Per realizzare la pasta senza glutine occorrono ovviamente delle farine adatte. Le farine aglutiniche o miscele di esse devono subire un processo di gelatinizzazione dell’amido presente al loro interno al fine di rendere l’impasto più elastico, per migliorarne la resa in cottura e la digeribilità e per evitare che la pasta risulti collosa. Maggiore è il grado di gelatinizzazione, migliore sarà la qualità della pasta prodotta. Inoltre, anche la fase di impastamento è più lunga rispetto a quella della pasta normale, in quanto queste farine sono più difficili da lavorare.

Per la pasta senza glutine occorrono macchinari specifici

I produttori di pasta senza glutine possono acquistare farine già pregelatinizzate oppure trasformare le farine “crude” tramite il processo di gelatinizzazione.
Se si opta per la prima soluzione occorre dotarsi di macchine gluten free che, con tecnologie moderne e innovative, permettono la lavorazione di queste materie prime particolari e con le quali si può produrre sia pasta secca che fresca senza glutine.
Se si decide per la seconda alternativa, occorre valutare un investimento più importante e attrezzarsi con macchine gluten free dotate anche di un sistema di pregelatinizzazione delle farine aglutiniche.

L’Italia e la pasta

l'Italia e la pasta

La pasta nella cultura italiana

L’Italia e la pasta: un binomio indivisibile. Per gli italiani la pasta non è soltanto un alimento, ma un elemento della propria cultura (non soltanto gastronomica), quasi della propria essenza. La pasta è un emblema, un simbolo dell’Italia all’estero. Infatti, le atmosfere che si creano intorno a un piatto di pasta sono uniche e sono entrate nell’immaginario collettivo di tutto il mondo. Si pensi, ad esempio, al contributo che l’emigrazione italiana ha dato alla diffusione di questo piatto: sono stati proprio i nostri connazionali a introdurre la pasta nelle cucine di America, Germania, Australia e di molti altri paesi.

Non solo in cucina

La pasta ha “contaminato” anche la letteratura italiana. Già nel Trecento Boccaccio ne parlava in una novella del Decameron, dove rappresenta un simbolo di abbondanza alimentare. Nel Cinquecento addirittura un intero genere letterario – quello della poesia maccheronica, caratterizzata da un linguaggio misto tra latino e volgare – è chiamato così perché la pasta – i “maccheroni” – era un alimento tipico della popolazione più povera e ignorante. Nel primo Ottocento Giacomo Leopardi usa la pasta per attaccare i napoletani nel componimento I nuovi credenti.
L’Italia e la pasta sono associate anche in numerosi film, come Miseria e nobiltà con Totò oppure… chi non ricorda Alberto Sordi che mangia un enorme piatto di spaghetti in una celeberrima scena di Un americano a Roma?

Ad ogni regione il suo formato

La pasta si è diffusa nella penisola italiana fin dall’antichità. Ogni regione ha un formato che la rappresenta, spesso accompagnato da un condimento tipico che si abbina bene con quel tipo di pasta. Ne proponiamo una veloce carrellata.

  • Nel Nord Italia gli chnolle, gnocchetti di farina di mais da gustare in brodo, sono tipici della Valle d’Aosta. In Piemonte si mangiano gli agnolotti, una pasta ripiena con brasato di manzo, e i tajarin, simili ai tagliolini. In Lombardia si trovano i pizzoccheri, fatti con farina di grano saraceno. I bigoli sono dei grossi spaghetti tipici della cucina veneta, che vengono conditi con ragù di anatra. In Trentino-Alto Adige si possono gustare i canederli e in Friuli-Venezia Giulia i blecs (un formato di pasta simile ai maltagliati). Le trofie accompagnate dal pesto sono uno dei piatti più famosi della cucina ligure. Infine, spicca l’Emilia Romagna con le lasagne, le tagliatelle e i tortellini (quest’ultimi in brodo o conditi con il classico ragù).
  • Nel Centro Italia si può gustare un buon piatto di pici in Toscana, mentre non si può visitare il Lazio senza aver assaggiato i bucatini all’amatriciana. I cappelletti sono il formato tipico della cucina marchigiana, le ciriole (pasta lunga a sezione quadrata) di quella umbra, mentre gli spaghetti alla chitarra, che prendono il nome dallo strumento con cui si realizzano, sono tipici dell’Abruzzo.
  • Nel Meridione i paccheri sono uno dei formati tipici della Campania. Originari del Molise sono i cavatelli conditi con carne di maiale o broccoli; in Puglia troviamo le famose orecchiette, mentre le lucane bucce di mandorla prendono il nome dalla loro forma, simile al guscio di una mandorla. In Calabria si può gustare la fileja.
  • Per quanto riguarda le isole: in Sicilia si mangiano gli anelli conditi con ragù di carne; in Sardegna gli gnocchetti.

Trafile per pasta usate

The-kneader-and-the-dough-sheeter

Ad ogni ricetta, la sua forma di pasta

Il nostro paese è al primo posto nella produzione e nel consumo di pasta, sia fresca che secca. La longevità di questo alimento, da sempre principe della gastronomia italiana e patrimonio culturale di ogni nucleo familiare, ha portato alla costituzione di un mercato sempre più attento alla qualità del prodotto ed esigente: in conseguenza di ciò, le aziende produttrici sono state indotte a dotarsi di trafile che permettessero la creazione di tanti formati di pasta, capaci di conferire al prodotto finale caratteristiche ricercate quali la porosità, l’aderenza alle varie tipologie di sughi, la dimensione e la forma che potessero incontrare il gusto dei consumatori.

Materiali delle trafile

Che si tratti di pasta lunga o corta, fresca o da essiccare, le trafile sono strumenti indispensabili: al termine del processo produttivo, infatti, è affascinante dare forma all’impasto. Oramai esistono tantissime trafile per creare qualsiasi formato di pasta e di qualsivoglia dimensione, dagli spaghetti ai maccheroni, dai nidi alle figure come i gigli o le farfalle. Ma la scelta non andrebbe fatta tenendo in considerazione solo la forma, ma anche le caratteristiche cui si è fatto cenno: attenzione, dunque, al materiale delle trafile.

Lo sapevate?

Le tradizionali, realizzate in bronzo, producendo delle microlesioni nell’impasto, conferiscono alla pasta un aspetto poroso e caratteristico, indicato per salse corpose; viceversa, quelle che impiegano la nuova tecnologia del teflon, rendono la superficie liscia, aumentando così la tenuta in cottura.

Trafile per pasta usate

Condizione indispensabile e comune a tutte le trafile è l’affidabilità e la durevolezza ed entrambi i materiali presi in analisi, bronzo e teflon, rispondono perfettamente a tali caratteristiche: se il primo ha una resistenza meccanica, il secondo, riducendo l’attrito con l’impasto, ha un’usura praticamente nulla. Acquistare le trafile per pasta usate, pertanto, si rivela essere un buon investimento in quanto, a fronte i costi certamente inferiori, permette di arricchire significativamente l’offerta dell’azienda.

Il consiglio di Pasquale

In questa rubrica sento il dovere morale di aiutare tutte le persone che si affacciano o sono già nel mondo della pasta nel modo più opportuno, dandole i migliori consigli e la migliore esperienza frutto di oltre 30 di lavoro nei laboratori di pasta di tutt’Italia.

Le trafile per la pasta sono quasi indistruttibili, difficilmente ve ne separerete dopo un acquisto. La nostra politica è sempre stata quella del risparmio laddove è possibile, e risparmiare sulle trafile si può. La trafila può durare anni e anni ma se siete in cerca di novità o di cambiamenti nella vostra forma di produzione possiamo aiutarvi in ciò.

Il link

Va bene anche usare la trafila usata, ma la macchina per la tafila? no eh? Qui in seguito il link dove potete scoprire a  quale tipo di macchina si abbina la trafila!

http://www.cocozzabari.com/macchine-pasta/presse-paste-trafilate/presse-doppia-vasca/

Macchina per maccheroni

Macchina per maccheroni

Il maccherone, uno tra i più amati e celebrati tipi di pasta della nostra tradizione gastronomica, può essere considerato la pasta fresca per antonomasia. Semplice nella preparazione, adatto alla maggior parte dei condimenti, di notevole impatto estetico è di gran lunga, per sua forma e dimensione, il più facilmente gestibile con la forchetta.  Non solo per il palato. Ecco perché ne siamo innamorati da quando abbiamo imparato a tenere in mano la forchetta. Ecco il perché di una macchina per maccheroni.

Diverso impasto, stesso rendimento

Una buona macchina per maccheroni è un supporto indispensabile per ogni brigata di cucina che si rispetti. Ma anche per chi, per scelta consapevole, ha voluto fare della prelibatezza di questo tipo di pasta fresca la sua professione. Con la macchina per maccheroni i risultati, per gli uni e per gli altri, sono garantiti in termini di qualità e di produttività. A prescindere dal tipo di semola, o di quantità trattata il rendimento è sempre all’altezza delle aspettative. E le nostre aspettative, quando siamo seduti a tavola, sono sempre molto alte. La tecnologia di queste apparecchiature lo consente, un buon addestramento specifico all’uso e alla manutenzione lo assicura per lungo tempo.

Manca solo il cacio…

La macchina per maccheroni ha un principio di funzionamento minimale, richiede pochi, anche se indispensabili, accorgimenti e pretende una competenza tecnica poco più che proporzionata alla sua semplicità. Le variabili d’uso sono lampanti e di facile esecuzione. L’investimento profuso avrà in cambio delle soddisfazioni appaganti e condivise con chi godrà della qualità dei suoi prodotti. La macchina è un aiuto concreto e completo. In effetti, gli manca solo il cacio…

Il consiglio di Pasquale

Consigli e strategie frutto di oltre 30 anni di esperienza e lavoro con oltre 5000 laboratori di pasta in tutt’Italia e nel mondo.

Il formato di pasta più amato all’estero, MACCHERONI, molte richieste di macchine di pasta dall’estero, iniziavano così, con questa parola, unica più che altro (molti sbagliano la doppia C ). Il formato di pasta per eccellenza dove ci conoscono nel mondo. Non tutti sanno però che per ottenere un formato di pasta è necessario una ottima macchina come la pressa e magari, un estrusione verticale al fine di non intaccare l’estetica della pasta.

Il link

Se vuoi anche tu produrre dei MACARONI (e non solo eh!) perfetti, segui il link!

http://www.cocozzabari.com/macchine-pasta/presse-paste-trafilate/presse-doppia-vasca/

Macchine per pastifici

Macchine per pastifici

Lasagne, tagliatelle e prodotti tipici regionali: ognuno ha la sua preferita. L’Italia è il paese della pasta e ogni regione ha le sue ricette tradizionali, che custodisce e cucina con orgoglio. Aprire un pastificio, quindi, può essere un’idea di business vincente, in quanto la pasta rappresenta una passione e uno dei fondamenti dell’alimentazione sana e di qualità.

Macchine per pastifici, quali scegliere?

Se stai pensando di aprire un laboratorio di pasta fresca o secca, scegliere le giuste macchine per pastifici ti permetterà di creare qualunque tipo di formato, risparmiando una notevole quantità di tempo e di energie. In primo luogo un pastificio avrà sicuramente bisogno di un’impastatrice, che permetta di lavorare grandi quantità di prodotto, e di una macchina per fare la sfoglia. E’ molto importante decidere su quali tipologie di formato ci si vuole concentrare per scegliere i macchinari giusti. Esistono sfogliatrici, raviolatrici e formatrici di cappelletti: il campo delle macchine per pastifici è ampio e decidere su cosa specializzarsi è fondamentale per costruire un laboratorio funzionale ed efficiente.

Quali tipologie di macchine per pastifici servono in un laboratorio di pasta?

Ogni tipo di formato richiede specifici macchinari, ma, quando si lavora la pasta fresca o secca, non servono solamente impastatrici o trafilatrici. La filiera di produzione non si riduce infatti solo al momento della creazione, ma ci sono attrezzi specifici necessari, ad esempio, per la conservazione o l’essiccazione. Inoltre bisogna considerare le dimensioni della produzione che si vuole mettere in opera. Anche in questo caso cambiano i tipi di strumenti di cui si ha bisogno. Come i pastorizzatori, necessari per le grandi produzioni e utilizzati per aumentare la durata dei prodotti confezionati. In conclusione è importante affidarsi a professionisti del settore, come noi, che facciamo un servizio di assistenza pre e post vendita, che siamo in grado di indirizzare verso le scelte più opportune e progettare le soluzioni adeguate ad ogni situazione.

Il consiglio di Pasquale

In questa rubrica sento il dovere morale di aiutare tutte le persone che si affacciano o sono già nel mondo della pasta nel modo più opportuno, dandole i migliori consigli e la migliore esperienza frutto di oltre 30 di lavoro nei laboratori di pasta di tutt’Italia.

Il nostro campo, la nostra passione. Chi meglio di noi non può conisgliarvi e indirizzarvi sulla strada migliore. La nostra esperienza al vostro servizio. Possiamo combinare tutte le macchine che volete, per soddisfare la vostra voglia di pasta. La nostra passione è a vostra completa disposizione. Abbiamo progettato dal più piccolo pastificioAbbiamo progettato dal più piccolo pastificio che soddisfa le necessità di un quartiere e città a i più grandi che esportano pasta secca!

Il link

La vostra ampia gamma di modelli può farvi venire il mal di testa 🙂 ma con il nostro aiuto (e quello di una aspirina) passa tutto. Vi invitiamo a venire da noi in azienda prendendo un appuntamento e mostrarvi tutto ciò che siamo in grado di fare per voi

https://www.cocozzabari.com/macchine-pasta/